Tag: elezioni 2013

Il defollow post voto

Il defollow post voto

Da Europa – di V. Cosenza

Le elezioni politiche di quest’anno hanno davvero segnato un punto di svolta nella partecipazione politica attraverso la rete?

Uno nuovo studio del Censis rivela che la maggioranza degli italiani preferisce ancora informarsi attraverso i media tradizionali: l’80,9% privilegia i telegiornali come fonte, ma tra i giovani il dato scende al 69,2% ed è molto vicino al 65,7% che indica Google e al 61,5% che preferisce Facebook. Anche l’opinione politica della maggioranza si forma prevalentemente attraverso i mass media, ma il 14% dei giovani dichiara di aver scelto il social network più grande del mondo. Sono dati che non sorprendono più di tanto considerato il ritardo tecnologico (banda larga) e culturale che affligge il nostro paese: meno della metà dei connazionali si collega ad Internet una volta al mese e meno di un quarto lo fa una volta al giorno.

Riflessioni su una mancata vittoria

Riflessioni su una mancata vittoria

La mancata netta vittoria elettorale del PD alle politiche ha il valore di una sonora sconfitta: questa è la considerazione da cui partire.

Dall’armadio del passato abbiamo recuperato la Coalizione dei Progressisti e abbiamo rimediato una batosta peggiore di quella ricevuta da Occhetto nel 1994 (nel 1994 la coalizione di Occhetto prese 12,6 milioni di voti, pari al 32,8% dei votanti; la coalizione di Bersani ha ottenuto 10 milioni di voti, pari al 29,5%). Praticamente siamo riusciti a sbagliare un rigore a porta vuota!

Sarebbe ingeneroso attribuire al segretario Bersani tutte le colpe della sconfitta: questo risultato dimostra che un’intera classe dirigente del PD ha perso la capacità di ascoltare la gente normale.

Il berlusconicidio senza monetine

Il berlusconicidio senza monetine

Claudio Cerasa – Il Foglio

 

All’interno della gettonatissima pellicola sull’uccisione politica del Caimano, nel Pd esistono due scuole di pensiero molto diverse che in queste ore si stanno confrontando per capire quale potrebbe essere il modo migliore per girare quell’atteso finale che il popolo del centrosinistra attende da anni: il berlusconicidio.

Se una buona parte del Pd – e in particolare quella che per decenni si è abbeverata al velenoso calice del dipietrismo che oggi sembra aver trovato nuova linfa nel corpaccione del grillismo chiodato,

 

Un partito a rischio implosione

Un partito a rischio implosione

Di ELISABETTA GUALMINI – La Stampa

Ha ragione Enrico Letta. La soluzione del «doppio registro» per formare un governo a guida Bersani è «molto complicata da spiegare». È anche molto complicata da capire, perché – semplicemente – non sta in piedi. A meno di un accordo, che da sotto il banco dovrà essere certificato alla luce del sole entro giovedì, su tatticismi parlamentari che ne consentano un qualche avvio, forse con l’aiuto della Lega e del Movimento delle Autonomie, possibile solo se c’è il beneplacito di Berlusconi. Un governo di minoranza sull’economia, sulle politiche sociali e la moralizzazione della politica, a cui dovrebbero non si sa come affiancarsi larghe intese per le riforme istituzionali. Delle due l’una. O i numeri parlamentari ci sono, e il patto con Berlusconi è già nelle cose, per consentire almeno una non-sfiducia, oppure l’estremo tentativo di Bersani è in realtà un modo per dire: io a Palazzo Chigi (piuttosto improbabile) oppure (quindi) elezioni subito.  

Benvenuti nella III Repubblica!

Benvenuti nella III Repubblica!

Da una vittoria effimera, proposte per il rinnovamento della politica. Ne discutono: Sala Operti, Corso Siracusa 213, Sabato 23 marzo ore 10.30 Davide Gariglio – consigliere regionale Luigi Brossa – Associazione “Libertà Eguale” Silvia Fregolent – deputato Stefano Lepri – senatore Modera: Antonella Giordano – giornalista Seguirà dibattito. Vi aspettiamo!

Gli otto punti incomunicabili

Gli otto punti incomunicabili

La Stampa – Luca Ricolfi

Mi è capitato, nei giorni scorsi, di prender parte a un dibattito televisivo sulle elezioni e di ascoltare una puntata di un talk show politico, sempre con esponenti del Pd. Poi, ieri, ho letto attentamente gli 8 punti programmatici con cui Bersani pensa di candidarsi a guidare un governo appoggiato da Grillo. Ebbene, lo dico subito, io sono sconcertato. 

Sono sconcertato perché, più li leggi e li ascolti, più ti accorgi che nei dirigenti del Pd nulla, ma proprio nulla è cambiato dopo il voto. Non sono cambiati gli slogan, non sono cambiati i programmi, non sono cambiati gli atteggiamenti. Non sono cambiati i rituali, non sono cambiati i ragionamenti, non è cambiato il linguaggio.

Appello al voto!

Appello al voto!

Siamo ragazze e ragazzi che hanno sostenuto Matteo Renzi nella sfida delle primarie per il centrosinistra. Scriviamo questo appello al voto per il Pd rivolto ai nostri coetanei che hanno fatto la stessa scelta, perché pensiamo che solo con la vittoria della coalizione Italia Bene Comune e con la nascita del governo Bersani potranno trovare uno sbocco le battaglie politiche portate avanti da Matteo e che ci hanno convinto a sostenerlo nel momento della sfida per la scelta del candidato premier.
Abbiamo a cuore la riduzione dei privilegi inutili degli eletti nelle istituzioni così come delle “pensioni d’oro”, la lotta contro i conflitti di interesse e per le liberalizzazioni, la valorizzazione del merito e delle competenze in tutti i campi, i diritti civili, più concorrenza e mercato dove serve e più attenzione da parte dello stato ai soggetti più colpiti da questa crisi, le giovani generazioni e gli anziani.