Daniele Valle
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Tag Archivio per: sanità

PIEMONTE FUORI DAL PIANO DI RIENTRO

In Regione

Una delle più pesanti eredità lasciateci dall’amministrazione leghista che ci ha preceduti è stata senza dubbio la situazione di grave indebitamento del settore sanitario piemontese. Tuttavia, grazie ad un grande lavoro dell’amministrazione a guida Partito Democratico e del Governo in carica, è stata raggiunta un’importante intesa che ci ha consentito di uscire dal piano di rientro.

Secondo quanto stabilito da tale accordo, i pagamenti ai fornitori della sanità verranno portati a 60 giorni, in linea con le richieste europee, e  il miliardo e mezzo di euro a cui attualmente ammonta il debito della Regione Piemonte verrà pagato in tre diverse tranche: 65 milioni annui nel 2017-18, 113 milioni annui dal 2019 al 2022, 923 milioni dal 2023 al 2026.

La possibilità di dilazionare il pagamento consentirà alla Regione di superare il blocco imposto dal Piano di rientro, tornando a disporre totalmente della gestione e delle risorse per gli investimenti del settore sanitario. Questo permetterà di intraprendere azioni immediate e concrete, tra cui il completamento delle strutture di Verduno e Nizza Monferrato, lo sblocco delle assunzioni, come già discusso con le realtà sindacali, e l’uso dei fondi della sanità per le spese sociosanitarie.

Il Presidente Chiamparino ha infine sottolineato, sempre nella conferenza stampa del 17 novembre (alla quale erano presenti anche il vicepresidente e gli assessori alla Sanità e alle Politiche sociali), che l’intenzione dell’amministrazione è quella di continuare a lavorare con ancora più responsabilità e senso del rigore, in modo da garantire servizi sempre migliori ai cittadini ma di non generare più situazioni come quelle che abbiamo ereditato.

23 Novembre 2016

UN DEFIBRILLATORE TI SALVA LA VITA

In Regione

Nel Consiglio Regionale del 19 luglio 2016 è stata approvata la mia mozione sui defibrillatori, di seguito il testo:

Oggetto: Creazione di una rete virtuosa di soggetti formati all’uso del defibrillatore e mappatura apparecchi DAE sul territorio regionale

 

Il Consiglio regionale del Piemonte,

premesso che

  • ogni anno in Italia circa 60 mila persone perdono la vita per arresto cardio-circolatorio. Il 70% di questi arresti avvengono in presenza di testimoni, ma solo nel 15% dei casi si ha un intervento diretto delle persone presenti attraverso la rianimazione cardio-polmonare o l’uso del defibrillatore (DAE);
  • la rianimazione cardio-polmonare unita all’uso di un DAE nei primi minuti seguenti all’arresto cardiocircolatorio aumenta le probabilità di sopravvivenza del 60%; in particolare l’utilizzo di un defibrillatore nei primi 5/6 minuti dopo l’arresto cardiaco può evitare, oltre la morte, danni irreversibili al cervello;

 

considerato che

  • il D.M. 18 marzo 2011 riconosce che la fibrillazione ventricolare è causa rilevante di decessi sull’intero territorio nazionale e che la defibrillazione precoce rappresenta il sistema più efficace per garantire le maggiori percentuali di sopravvivenza; rileva inoltre l’opportunità di diffondere in modo capillare l’uso dei defibrillatori semiautomatici esterni sul territorio nazionale anche a personale non sanitario, opportunamente formato, nella convinzione che l’utilizzo di tale apparecchiatura possa prevenire o quanto meno ridurre il numero di morti per arresto cardiocircolatorio;
  • con DGR 49-2905 del 14 novembre 2011 la Giunta Regionale ha approvato il Programma Regionale per la diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni, in applicazione a quanto previsto dal sopramenzionato D.M. 18 marzo 2011
  • il D.M. 24 aprile 2013 “Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita” dice che – “tutti i soggetti che sono tenuti o che intendono dotarsi di DAE devono   darne   comunicazione   alla    Centrale Operativa 118 territorialmente competente, indicando il numero di apparecchi, la specifica del tipo di apparecchio,  la  loro  dislocazione,  l’elenco degli esecutori in possesso del relativo attestato. Ciò al  fine  di rendere più efficace ed efficiente il  suo  utilizzo  o  addirittura disponibile la sua localizzazione mediante mappe interattive”;
  • vi sono in Italia altri esempi virtuosi che hanno implementato delle efficaci linee guida che trattano la centralizzazione dell’ubicazione degli apparecchi DAE e la creazione di una rete di soggetti formati, come la Regione Lombardia nella deliberazione di Giunta IX/4717 “Linee guida regionale sull’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici esterni e sull’attivazione dei progetti di defibrillazione semi-automatica sul territorio lombardo”;

sottolineato che

  • la legge nazionale n. 120 del 3 aprile 2001, Art. 1 sostiene che: “È consentito l’uso del defibrillatore semi-automatico in sede extra-ospedaliera anche al personale non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare”;
  • l’accordo Stato-Regioni 27 febbraio 2003, Art. 2, comma b1 sostiene che: “(…) L’operatore che somministra lo shock con il defibrillatore semiautomatico è responsabile, non della corretta indicazione di somministrazione dello shock che è determinato dall’apparecchio, ma dell’esecuzione di questa manovra in condizioni di sicurezza per lo stesso e per tutte le persone presenti intorno al paziente”;
  • la legge n. 69 del 15 marzo 2004, Art. 1, comma 1 che sostituisce il precedente comma 1 della Legge 120 del 03.04.2001 sostiene che: “È consentito l’uso del defibrillatore semi-automatico in sede intra ed extraospedaliera anche al personale non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardiopolmonare”;
  • con DGR 32-4611 del 24 settembre 2012 la Giunta Regionale ha individuato i requisiti, le procedure e i termini per l’accreditamento dei Centri di formazione abilitati allo svolgimento dei “corsi di rianimazione cardiopolmonare adulto e pediatrico e utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno” per il rilascio della autorizzazione all’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero;
  • La Regione Piemonte ha istituito un proprio registro delle persone formate all’uso del defibrillatore a partire dal 6 giugno 2013, che ad oggi conta ben 505 elementi;

 

constatato che

  • La Regione Piemonte negli ultimi anni ha proceduto all’acquisto di circa 300 apparecchi DAE che sono stati distribuiti sul territorio;
  • Un gran numero di associazioni di volontariato, enti, scuole, società sportive stanno portando avanti l’acquisto e l’installazione di defibrillatori nei luoghi deputati alle proprie attività;

 

rilevato che

  • Il sistema del 118 non ha a disposizione la mappatura completa dei luoghi in cui gli apparecchi DAE sono stati posizionati, in quanto la comunicazione della loro ubicazione è lasciata alla volontà dell’ente che decide di installarlo, situazione che in molti casi preclude un loro uso tempestivo in caso di emergenza;
  • Il 118, pur avendo a disposizione un elenco generale delle persone formate all’utilizzo del defibrillatore, non è in possesso di un sistema per avvertire tempestivamente tali soccorritori non appartenenti al circuito del Sistema Sanitario, precludendo un loro eventuale intervento in caso di emergenza.

 

IMPEGNA

la Giunta regionale del Piemonte

  • a predisporre un sistema integrato che attraverso le moderne applicazioni consenta di completare la mappatura dei defibrillatori presenti e funzionanti sul territorio regionale e istituisca un registro regionale del personale formato all’uso del defibrillatore immediatamente reperibile in caso di emergenza nelle vicinanze di ciascun apparecchio, nello spirito delle nuove linee guida emanate in materia di soccorso e emergenza.
20 Luglio 2016

QUESTION TIME Guardie interdivisionali notturne

In Regione

Durante il question time di oggi, ho presentato la seguente interrogazione:

Avviso pubblico per il conferimento di incarichi di guardie interdivisionali notturne presso l’Azienda ospedaliero universitaria Città della Salute e della Scienza

Premesso che

  • in esecuzione della deliberazione del Direttore Generale n. 763, il 10 giugno u.s. è stato pubblicato sul sito dell’Azienda ospedaliero universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino un Avviso pubblico per il conferimento di incarichi relativi allo svolgimento di guardie notturne interdivisionali ospedaliere;
  • l’Avviso in questione prevede lo svolgimento delle guardie nel periodo dal 1 luglio al 31 agosto 2016 dal lunedì al giovedì con una suddivisione su 3 turni di guardia di medicina alle Molinette, 2 turni di guardia di chirurgia sempre alle Molinette, 1 turno al CTO, 1 turno al Sant’Anna e 1 turno all’Ospedale infantile Regina Margherita;

considerato che

  • il compenso omnicomprensivo lordo per guardia notturna è fissato in 140 euro, che, presumendo una durata del turno di 12 ore, si traducono in 11,60 euro lordi all’ora per coprire reparti e Pronto Soccorso;

       rilevato che

  • tale retribuzione risulta essere largamente insufficiente e poco dignitosa per un professionista che ha alle spalle oltre 10 anni di formazione ed è chiamato ad assumere una responsabilità significativa nello svolgimento del proprio incarico;

INTERROGA l’Assessore regionale competente per sapere

  • quali siano stati i parametri in base ai quali la Direzione dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino abbia ritenuto idonea la retribuzione indicata nell’Avviso pubblico per il conferimento di incarico di guardie interdivisionali notturne.

 

Ecco la risposta:

“L’azienda, nel corso dei primi mesi dell’anno 2016, anche a seguito dell’entrata in vigore delle disposizioni di cui all’art. 14, comma 1 della legge 161/2014 in tema di orario di lavoro e di rispetto delle 11 ore di riposo giornaliero, ha avviato un confronto con le Organizzazioni sindacali della Dirigenza Medica, al fine di individuare soluzioni organizzative da adottare per l’ottimizzazione dei turni di guardia notturni e di reperibilità. Il medico che svolge il turno di guardia per garantire il rispetto della normativa citata non può svolgere attività lavorativa nella giornata che precede e segue il turno. Ciò comporta il rischio di contrazione delle attività diurne assistenziali e di sala operatoria.

In tale ottica è stata raggiunta un’intesa sindacale che prevede, in via sperimentale e solo per i mesi di Luglio ed Agosto 2016, la possibilità di attribuire alcuni incarichi di prestazione d’opera a medici non dipendenti per lo svolgimento di turni di guardia notturni, con la finalità di recuperare le due giornate lavorative in orario diurno da parte dei medici dipendenti, in concomitanza del periodo delle ferie estive che di per se stesso comporta una contrazione di attività.

Il progetto è rivolto esclusivamente all’ambito delle guardie interdivisionali che normalmente comportano un carico di lavoro aggiuntivo, essendo i medesimi medici spesso inseriti sia nei turni di guardia che in turni di pronta disponibilità. Il progetto prevede un costo stimato di circa € 30.000 con una tariffa di € 107 per singolo turno notturno di 12 ore. Tale tariffa è stata definita in coerenza e per le finalità di contenimento della spesa del personale, ed è stata concordata in sede di intesa sindacale con la maggioranza delle organizzazioni sindacali rappresentative della dirigenza medica, ancorchè in misura inferiore alle tariffe recentemente applicate da altre aziende sanitarie per progetti analoghi.

Nel restare a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti si coglie l’occasione per rivolgere cordiali saluti.

IL DIRETTORE GENERALE
Avv. Gian Paolo ZANETTA”

21 Giugno 2016

STOP LUDOPATIA!

In Regione

Nella seduta di oggi il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato la legge regionale per il contrasto alla ludopatia. Ecco alcune delle misure previste:

  • DIVIETO DI ISTALLAZIONE di slot machine nelle zone individuate dai Comuni come “sensibili”;
  • FORMAZIONE per i gestori di sale da gioco e dei locali che introducono Slot, affinchè siano in grado di comprendere e individuare le situazioni di rischio;
  • SUPPORTO SANITARIO da parte delle ASL tramite numero verde, materiali ed iniziative di sensibilizzazione;
  • Affissione del MARCHIO NO SLOT e incentivi per i locali che decidono di non introdurre slot machine.

Un articolo di approfondimento, in attesa della pubblicazione della legge, è consultabile QUI.

26 Aprile 2016

Sanità e semplificazione

In Regione

Inevitabilmente, tanta parte del nostro impegno è dedicato ai temi della salute e della sanità, sui quali la Regione ha grandi competenze. La Regione Piemonte ha ottenuto dal Ministero dello Sviluppo economico il parere positivo sulle due delibere di revisione della rete ospedaliera approvate in due diversi momenti negli scorsi ottobre e gennaio. Il risultato concreto è lo sblocco immediato di 900 milioni di euro, che risultano indispensabili per pagare i fornitori.

Assieme a questo è arrivato anche il via libera per le prime 600 assunzioni di personale medico ed infermieristico negli ospedali.

In queste settimane ho presentato un’interrogazione sui lavori di ristrutturazione e adeguamento dell’Ospedale Martini, ormai proverbiali per il ritardo che hanno accumulato e mi sono recato sul posto per un sopralluogo sul cantiere. L’impegno della Direzione è ad aprire entro il mese il sesto piano e a proseguire i lavori al ritmo di un semipiano a semestre di qui in avanti. Un’altra interrogazione riguarda la struttura di cascina Coste, a Prunetto, dove deve (ancora) aprire un centro di riferimento per la cura per la nostra regione per i disturbi dell’alimentazione, in particolare l’anoressia.

Infine, voglio segnalare la legge sulla semplificazione, che con tanti piccoli interventi chirurgici (sempre la sanità in testa) modifica numerosissime leggi regionali, con lo scopo di semplificare le procedure e la vita dei cittadini.

17 Marzo 2015

Riordino della rete ospedaliera

In Regione
Mercoledì 19 la Giunta regionale ha approvato la “delibera di adeguamento della rete ospedaliera pubblica e privata del Piemonte agli standard nazionali del patto della salute e le linee di indirizzo per lo sviluppo della rete territoriale”, un atto di programmazione sanitaria che assegna funzioni fondamentali e stabilisce la gerarchia tra ospedali. 
Per ogni ospedale del Piemonte è stata indicata la classificazione e le specialità ospedaliere che deve avere obbligatoriamente.
C’è poi una colonna che elenca le specialità ospedaliere non connesse all’emergenza/urgenza da assegnare sui territori per implementare e completare l’offerta in base ai bacini di utenza, ai volumi delle prestazioni, alla complessità tecnologica e alle professionalità esistenti e che saranno oggetto di una valutazione successiva e di confronto all’interno delle assemblee dei sindaci e con le popolazioni. 
Gli ospedali sono stati suddivisi in 6 Dea di secondo livello (hub) – San Giovanni Bosco, Città della salute, Mauriziano di Torino, Maggiore della carità di Novara, Santa Croce e Carle di Cuneo, Santi Antonio e Biagio di Alessandria – e in 20 Dea di primo livello (spoke) – Maria Vittoria e Martini di Torino, Ivrea, Chivasso, Ciriè, Chieri, Moncalieri, Rivoli, Pinerolo, san Luigi di Orbassano, Borgomanero, Vercelli, Biella, Domodossola-Verbania, Mondovì, Savigliano, Alba (Verduno), Asti, Casale Monferrato e Novi Ligure. Per leggere documenti e polemiche, puoi cliccare qui.
Gli obiettivi sono la sicurezza dei cittadini, non garantita laddove la produzione ospedaliera è molto bassa, la riduzione dei primariati e l’abolizione dello scavalco tra ospedali, i risparmi sui costi di struttura e personale. Se questo piano di razionalizzazione sarà giudicato convincente dal Ministero della Salute, il Piemonte potrà uscire dal piano di rientro, cioè dal commissariamento cui siamo sottoposti perché, per ora, spendiamo strutturalmente più di quello che Roma trasferisce.
Se riusciremo a tornare a un costo del sistema sanitario inferiore ai trasferimenti, avremo finalmente le risorse per quegli investimenti in ristrutturazioni, acquisti di macchinari e assunzioni di nuovo personale che è chiaro a tutti siano un’esigenza ineludibile. 
Per chiarezza su alcuni territori importanti: il Martini non viene retrocesso e mantiene la qualifica di DEA di I livello, perché ne ha le strutture e i passaggi, tuttavia ha un anno di tempo per avviare la soluzione ai problemi che lo affliggono. Lanzo, Carmagnola, Giaveno: saranno oggetto di valutazioni successive. 
Siamo solo all’inizio di un percorso lungo e impegnativo.
25 Novembre 2014
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