Daniele Valle
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Gli esami non finiscono mai

Cosa Penso

Lettera di Romano Prodi al Corriere della Sera

Caro direttore,

vorrei rispondere ai tanti riferimenti che, anche sul vostro giornale, sono apparsi riguardo a mie presunte posizioni relative alla vita interna del Partito Democratico e al mio possibile sostegno a questo o quel protagonista. Ribadisco che ho definitivamente lasciato la vita politica italiana. Ad essa riconosco di avermi concesso esperienze fondamentali e non poche soddisfazioni personali, che spero abbiano offerto un positivo contributo al Paese.

 

Ho affrontato due sfide importanti, battendo un opponente politico che ritenevo e ritengo non idoneo al governo del Paese. Da parte mia ho cercato di portare avanti una cultura politica moderna e solidale di cui l’Italia ha molto bisogno. Una battaglia non solo politica, ma etica e culturale. Credo che questi stessi obiettivi abbiano oggi bisogno di nuovi interpreti anche se, nel corso dei due periodi del governo da me presieduto, ci si è a essi avvicinati senza danneggiare, ma anzi migliorando sensibilmente il prestigio internazionale e la situazione debitoria del Paese.

Le aggiungo che riguardo al Pd conservo non solo un senso di gratitudine, ma anche numerose e salde amicizie. Tuttavia in politica, come nello sport e forse in ogni attività, è preferibile scegliere il momento in cui finire il proprio lavoro, prima che questo momento venga deciso da altri o da eventi esterni. Questi sono anche i motivi per cui senza polemiche ho tralasciato di ritirare la tessera del Pd, il cui rinnovamento e rafforzamento sono tuttavia essenziali al futuro della nostra democrazia. Al vostro cortese giornalista che mi chiedeva se parteggiassi per l’uno o per l’altro dei potenziali candidati al congresso ho risposto semplicemente «my game is over» che, tradotto in italiano, significa che la mia gara è finita. Una gara riguardo alla quale posso elencare tante sfide vittoriose, tra le quali non mi fa certo dispiacere ricordare le due elezioni politiche nazionali del 1996 e del 2006.

Riflettendo su tutto ciò voglio infine augurarmi che, anche chi è stato sconfitto nei due confronti diretti, possa meditare sul fatto che non dovrebbe essere solo la mia gara a una fine. Ora la saluto, perché sto partendo per New York dove dovrò discutere di fronte al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Uniti i progetti per lo sviluppo del Sahel. Perché, come Lei sa, gli esami non finiscono mai.

26 Giugno 2013

Il defollow post voto

Cosa Penso

Da Europa – di V. Cosenza

Le elezioni politiche di quest’anno hanno davvero segnato un punto di svolta nella partecipazione politica attraverso la rete?

Uno nuovo studio del Censis rivela che la maggioranza degli italiani preferisce ancora informarsi attraverso i media tradizionali: l’80,9% privilegia i telegiornali come fonte, ma tra i giovani il dato scende al 69,2% ed è molto vicino al 65,7% che indica Google e al 61,5% che preferisce Facebook. Anche l’opinione politica della maggioranza si forma prevalentemente attraverso i mass media, ma il 14% dei giovani dichiara di aver scelto il social network più grande del mondo. Sono dati che non sorprendono più di tanto considerato il ritardo tecnologico (banda larga) e culturale che affligge il nostro paese: meno della metà dei connazionali si collega ad Internet una volta al mese e meno di un quarto lo fa una volta al giorno.

Indubbiamente quest’anno è cresciuto il numero di persone e di conversazioni in rete sulla politica durante i mesi delle elezioni. In tre mesi, da ottobre a dicembre, con le tecnologie di Blogmeter avevamo rilevato 7 milioni di documenti (articoli, post, tweet, commenti) apparsi su siti, blog, forum, newsgroup, social network. Lo stesso numero si è registrato da gennaio al 23 febbraio, nel cuore della contesa elettorale.

Poi man mano l’interesse verso i temi politici è calato fino a raggiungere livelli molto bassi durante i mesi post insediamento del governo Letta. Si registra un calo del 40% delle discussioni in rete e dell’engagement (la partecipazione che si esprime anche attraverso like, condivisioni, retweet) sui social network. In particolare dal 1° maggio al 17 giugno si nota su Twitter una flessione generalizzata delle menzioni di partiti e leader rispetto al corrispondente periodo precedente: Scelta civica perde l’83%, il Partito democratico il 60%, Grillo e il Movimento Cinquestelle il 48%, il Popolo della libertà il 31%, Renzi il 44%.

Sul fronte Facebook emerge un fenomeno inusuale: una serie di persone hanno deciso di disiscriversi dalle pagine di Grillo e del M5S. La prima perde ben 6013 fan, la seconda 2394. L’engagement complessivo (ossia la somma di like, commenti, condivisioni, post spontanei in bacheca) scende per tutti, ad eccezione della Lega: Monti cala del 93% (anche perchè non scrive più un post da marzo), il Popolo della libertà del 70%, Silvio Berlusconi del 56%, il Partito Democratico del 54%, Grillo del 32% e il Movimento Cinquestelle del 28%.

Si tratta in parte di cali fisiologici dopo la scorpacciata delle politiche, ma segnalano anche un certo disinteresse e un’incapacità dei partiti di coinvolgere con contenuti originali e temi forti i propri sostenitori nelle fasi post elettorali.

20 Giugno 2013

Giardini in festa 2013

In Circoscrizione

Da diversi anni ormai la Circoscrizione organizza i Giardini in Festa, l’animazione estiva di alcuni giardini del nostro territorio, aperta e gratuita per tutti.

Un servizio pensato per rendere più vivi e sicuri i nostri giardini, con un occhio di riguardo per chi passa l’estate in Città.

Quest’anno dal 25 giugno al 12 luglio, dalle 16.30 alle 18.30, tocca ai giardini di via Ozieri, via Don Michele Rua e via Osasco angolo via Braccini. In questi ultimi, a seguito delle segnalazioni dei residenti, saranno anche attivati dei controlli straordinari delle Forze dell’Ordine, specie la sera, e dei monitoraggi dell’educativa di strada dei Servizi Sociali, per i casi di minori lasciati a sé stessi.

12 Giugno 2013

Bocciofile libere

In Circoscrizione

Il nuovo regolamento comunale per gli impianti sportivi permette finalmente di intervenire sugli impianti sportivi cosiddetti “liberi”, cioè accessibili a tutti senza iscrizione e sforniti di fabbricati di servizio. Alcuni di questi, in particolare i campi da bocce, sono assiduamente frequentati da gruppi di cittadini che hanno a più riprese manifestato l’interesse a prendersi cura di questi spazi di socialità, attraverso interventi di pulizia, di piccola manutenzione, di apertura e chiusura in orari prestabiliti, sollevando il Comune da un impegno gravoso e, soprattutto, spesso non puntale quanto avrebbero desiderato i cittadini.

Fino ad oggi però non esisteva lo strumento giuridico per affrontare queste situazioni.

La Circoscrizione 3 è stata la prima ad approfittare del nuovo Regolamento, condendo i campi del giardino Artiglieri di Montagna alla neonata associazione “Bocciofila Artiglieri di Montagna” e i campi dietro la ex Venchi Unica al Centro di Incontro di Aeronautica Via Vipacco. Un piccolo passo per valorizzare l’impegno civico di tanti cittadini, offrendo un servizio migliore a tutti e risparmiando persino qualche soldino.

12 Giugno 2013

Il politicamente corretto

Cosa Penso

(Di Stefano Bartezzaghi)

Sono parole non inaudite, ma oggi neppure banali. Che la verità dottrinaria escluda l’ipocrisia dal linguaggio dei cristiani non è materia di dubbio; ma altrettanto indubbio è che esista anche, nella pratica, una forma specificamente cristiana di ipocrisia, riassumibile nell’altro detto: «Predicare bene, razzolare male». Ed è questo il bersaglio plausibile del pronunciamento papale.

Insomma, siamo esortati a parlare chiaro. Un’esortazione a cui però gli ipocriti non esiteranno a plaudire: il concetto di chiarezza tanto chiaro e inequivoco, infatti, non è. I guazzabugli italiani ci hanno per esempio abituato a una concezione per cui la chiarezza consisterebbe nel dire pane al pane e negro al negro, nel celebrare con accanimento da amateur le liturgie indisturbate del turpiloquio in pubblico, nel respingere con ribrezzo ogni distinguo. È invece proprio un distinguo quello che Gesù compie, aggirando con sottigliezza la trappola verbale farisea: «Date quel che è di Cesare a Cesare, quel che è di Dio a Dio», con una separazione di àmbiti che ancora oggi dovrebbe risultare del tutto pertinente. Non si può insomma pensare che Francesco ci chieda di esprimerci come usa Beppe Grillo (chi più «chiaro» di quest’ultimo, in quest’altra accezione?). Francesco parla di «socialmente educato» e viene ascoltato come se stesse parlando del «politicamente corretto», che in Italia è detestato da chi ammette una sola specie di tabu, che è anche la propria: il tabu di avere tabu. Ma «politicamente corretto» non significa, di per sé, ipocrita.

Significa innanzitutto non usare espressioni che possano offendere altre persone, specie se direttamente riferite a loro. «Puttana» è un insulto; «prostituta» un nome appropriato; «escort» può essere un eufemismo per «prostituta». Chi usa il primo termine intende offendere, chi usa il terzo intende minimizzare. L’ipocrisia, che il Papa descrive come «il linguaggio della corruzione», non è evitare di insultare le prostitute: è chiamarle «amiche». Questo, ci ricorda il linguista Massimo Arcangeli, accadeva già nell’antichità: nella sua Vita di Solone, Plutarco narra che il Legislatore ateniese praticava l’arte dell’attenuazione, chiamando proprio «etère» (amiche, compagne) le prostitute.

L’ipocrisia è il linguaggio che tronca e sopisce, sfuma e smorza. Il politicamente corretto ci cade quando degenera in ridicole manfrine, peraltro spesso sgradite alle medesime categorie che ne dovrebbero essere protette: i non vedenti preferiscono perlopiù essere chiamati «ciechi», e «sordi» i non udenti. Ma prima di farsi beffe della goffaggine di dizioni come «diversamente abili» andrà pur considerato che dove il linguaggio sfiora un tabu, lì nasce, per chi se lo ponga, un problema. È giusto evitare denominazioni sgradite all’interessato? Ci si può immaginare che questo tipo di scrupolo «socialmente educato» non dia fastidio a un papa che, per quel che lo riguarda e in lampante chiarezza, preferisce presentarsi come vescovo.

10 Giugno 2013

Il dito, la luna e la trappola della grande riforma

Cosa Penso

(Di Ernesto Ruffini)

Si usa definire sciocco  colui che, quando gli si indica la luna, guarda il dito. A volte, però, è vero il contrario: lo sciocco è colui che si mette a contemplare estatico la luna, dimentico di cosa combina tutta la persona alla quale appartiene il dito, approfittando della sua distrazione. È quanto a mio parere sta avvenendo sulle riforme istituzionali.

Il nostro sistema istituzionale (la luna) ha sicuramente bisogno di qualche ritocco: riformare il bicameralismo, definire meglio i poteri del governo, rifare la legge elettorale. Tutte cose che però molti, animati certamente dal solo interesse per il bene del paese, sono pronti a fare con Berlusconi, animato notoriamente da uno spiccato interesse per il bene di sé stesso. Mentre lui ci indica la luna del semipresidenzialismo o del premierato forte, sarebbe quindi bene che noi tutti, semplici cittadini, politici e meccanici costituzionali, non distogliessimo lo sguardo da quello che si prepara a fare dietro le nostre spalle Silvio l’astrofilo.

Il fatto cruciale è che le riforme non viaggiano sullo stesso treno legislativo. Quelle che riguardano la costituzione richiedono un procedimento particolare, di doppia lettura ed eventuale conferma referendaria, cosa che non si fa dall’oggi al domani; per cambiare il sistema elettorale basta invece una legge ordinaria, cosa che è già stata fatta dall’oggi al domani, proprio da Berlusconi. E qui c’è l’inghippo di quest’ultimo; il quale ha già detto che PRIMA si cambia la costituzione e POI si cambia la legge elettorale.

Non ci vuole un genio per capire il gioco.

Fatta la riforma – semipresidenzialismo o premierato forte non importa – Berlusconi rovescerà il tavolo delle larghe intese e armato di populismo (versione anti-UE) e televisioni si lancerà per la settima volta all’assalto del potere con la legge Calderoli. Massimizzerà quindi il risultato: un uomo solo al comando (lui) e un parlamento di nominati (da lui). Un esito che ci riporterebbe al 1939, quando un altro uomo solo al comando scelse da sé la Camera dei deputati, ribattezzata dei Fasci e delle Corporazioni. Chi si è accorto del gioco, come Renzi, chiede che si faccia la legge elettorale PRIMA; sarebbe già qualcosa, ma rischia di essere insufficiente, perché nulla impedirebbe a un Berlusconi vittorioso di ricambiarla di nuovo a suo piacimento. A meno di non blindare la legge elettorale in una legge costituzionale.

Pertanto, piaccia o non piaccia a tutti coloro che parlano di ossessione anti-berlusconiana, il problema è sempre e solo quello: l’inaffidabilità cronica del leader della destra e l’impossibilità di fare alcunché di serio in suo compagnia. Solo rimosso lui si potrà fare qualcosa di utile per questo paese. Una lezione della storia recente, che molti preferiscono ignorare, facendosi incantare dal pifferaio magico o, peggio ancora, illudendosi di essere più furbi di lui; e finendo così inevitabilmente ad essere costretti a rivivere quella storia recente che si è dimenticata, come ammoniva George Santayana. Con il rischio per noi tutti di ritrovarci, fra un anno o due, a rivivere una storia più remota: quella della Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Chiaramente, come diceva qualcun altro, sotto forma di farsa.

PS chissà se piacerebbe a Grillo questo modo di seppellire il parlamento

10 Giugno 2013

Consiglio Aperto su Racconigi 51

In Circoscrizione

Dopo gli ultimi articoli di giornale (qui e qui), abbiamo convocato sul tema un Consiglio Aperto.

L’ordine del Giorno reca:

1) Comunicazioni del Presidente e dei Coordinatori.

2) Richiesta Consiglio Aperto presentato dai Consiglieri Olmeo, Pilloni, Noccetti, Russo, Grassano, Donna, Magazzù, Geninatti Togli, Iannetti, Daniele, Torchio, Troise, Bolognesi, Furnari, Stefanelli e Canelli avente ad oggetto: “Gestione e manutenzione del mercato coperto di Corso Racconigi”.

3) Approvazione verbale.

Riguardo al punto 2)  all’O.d.G. verrà presa in considerazione

la possibilità di aprire la discussione ai cittadini.

Sono stati invitati a partecipare

l’Assessora al Commercio

Attività Produttive e Polizia Municipale Giuliana TEDESCO

e GTT

 

http://www.comune.torino.it/circ3/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2671

10 Giugno 2013
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