Daniele Valle
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Tag Archivio per: primarie

Primarie PD Piemonte 2014

Cosa Penso

Ebbene sì, non ci siamo tolti la voglia con le primarie che hanno portato all’elezione di Matteo Renzi segretario del Partito Democratico (e finalmente vediamo qualcosa muoversi!).

Il 16 febbraio, dalle 8.00 alle 20.00, tutti i cittadini (non è necessario iscriversi!) sono invitati a partecipare all’elezione del segretario regionale del PD.

Un appuntamento importante, specie considerando lo stato catastrofico del nostro governo regionale, con il buon Cota impegnato tra mutande verdi, ricorsi, firme false e vitalizi.

Puoi trovare le informazioni sui candidati e il tuo seggio qui.

Io voterò Davide Gariglio, che come me ha scommesso su Renzi già nel 2012 e che ha un’idea di PD moderno, rinnovato, aperto alla società civile e che guarda al futuro. Se ti interessa, puoi farti un’idea del suo programma qui.

9 Febbraio 2014

Primarie PD 2013

Cosa Penso

Domenica 8 dicembre si vota per le Primarie del Partito Democratico, per scegliere il prossimo segretario del PD. Si vota dalle 8 alle 20.00, non è necessario iscriversi o essere iscritti al partito per votare: trova il tuo seggio qui.

Anche questa volta (e speriamo sia la volta buona!) il mio voto andrà a Matteo Renzi, per queste ragioni qui.

 

Se ti va di approfondire il tema, un’occasione buona potrebbe essere quella di mercoledì 4 dicembre 2013 ore 21.00, Via Alfieri 46 – Grugliasco (TO) c/o Auditorium Scuola Media Carlo Levi, con l’iniziativa“Cambiare si può, cambiare si deve. Incontro con Luca Lotti”.

 

Luca Lotti è al fianco di Matteo Renzi sin dagli inizi della sua carriera politica. Responsabile Enti Locali del PD, è stato eletto nel 2013 alla Camera dei Deputati e fa parte della Commissione Difesa.

 

Durante l’incontro, con la deputata PD Francesca Bonomo in veste di moderatore, saranno affrontati i temi fondamentali del programma di Matteo Renzi in vista delle primarie dell’8 Dicembre per l’elezione del nuovo segretario del Partito Democratico.

 

Interverranno esponenti del mondo imprenditoriale, delle associazioni e della politica.

 

L’incontro, aperto a tutti, è organizzato dal Comitato Renzi Provincia di Torino e dai Comitati delle circoscrizioni 2, 3 e Grugliasco.

30 Novembre 2013

Essere Matteo Renzi

Cosa Penso

Da www.linkiesta.it

Essere Matteo Renzi. Chissà, qualcuno, probabilmente, avrà persino pensato di entrare per quindici minuti nella sua testa. Soprattutto dopo le primarie. In tanti, a sinistra (vabbè, dopo lo sfregio gaberiano ad opera di Veltroni e Bertinotti, basta con la sinistra e con la destra). In tanti, tra gli elettori delle primarie del Pd, e non solo, si sono chiesti come mai quel presunto arrogantello, berlusconiano in sedicesimi, ma pure in ottavi, non avesse ribaltato il tavolo, non se ne fosse bellamente fregato delle intenzioni sbandierate in campagna elettorale e non avesse, di conseguenza, lasciato la casa madre per approdare chissà dove, sicuramente un po’ più a destra (essì, perdonatemi).

Perché, si sa, in politica le parole, chiamiamole anche le promesse, contano zero. Se non le mantieni, sei un bugiardo ma dritto. Se ti mostri coerente, sei considerato fondamentalmente un pivellino, uno che non andrà mai da nessuna parte. Come, in soldoni, qualche tempo fa scrisse Giuliano Ferrara.

Il punto è che osservando le mosse di Renzi negli ultimi tempi, diciamo un po’ alla generale Kutuzov, e guardandolo ieri sera nello studio di Daria Bignardi, potrebbe anche sorgere il dubbio che il sindaco di Firenze ci abbia visto giusto, eccome. Tre mesi fa era il diavolo, ha condotto una campagna elettorale praticamente da solo contro l’apparato del Pd ed è stato sconfitto 6-4, facendo perdere la testa – per la prima e unica volta sin qui – al sempre placido e rassicurante Bersani. Tre mesi dopo, quel segretario che – facendo appello al suo bagaglio vetero – lo attaccò in maniera scomposta sui suoi rapporti con la finanza delle Cayman oggi si ritrova con una grana mica da ridere in casa e proprio sugli intrecci con le banche. Ed è costretto a “pregarlo” di dargli una mano perché la sua sinistra (ops) è col fiato corto.

Non solo. Tre mesi fa proprio quelli che erano con lui – in quella famosa cena – pochi giorni dopo la sua sconfitta sono andati a bussare da Mario Monti. Persino l’illustre Davide Serra oggi si mostra, con la discrezione che lo contraddistingue, montiano. A conferma, come del resto ha riconosciuto lo stesso Renzi, che quella serata fosse sbagliata nella forma. Ma gli errori servono, anche a capire chi sono i tuoi presunti compagni di viaggio.

Renzi è rimasto lì, sulla sponda del fiume. Prima a contare tutti (e sono stati tantissimi) i voti ricevuti e poi ad osservare lo spettacolo di arte varia di uomini innamorati del potere. Del resto se la sua arma più efficace era ed è l’età, perché non sfruttarla? Il sindaco ha impartito lezioni a tutti. Innanzitutto ai suoi avversari nel Pd. Non se n’è andato, non ha creato una corrente, non ha sgomitato per “sistemare” i suoi, e adesso si batte affinché Bersani abbia la sua chance di governare. Insomma, un extraterrestre per l’Italia. Diciamolo, un cretino.

E invece è in questi mesi che Renzi sta costruendo il suo successo politico. I leader, e gli uomini, si riconoscono nella capacità di nuotare controcorrente, lontano dai riflettori. È stata una campagna “rivoluzionaria” la sua, quella per le primarie. Ha mostrato che in Italia un’altra sinistra (a ridaje) è possibile. E piace anche. Perché il 40% è tanto, tantissimo, nelle sue condizioni. Ha mostrato una fotografia e poi l’ha riposta nel cassetto. Che cosa avrebbe dovuto fare? Portarla in braccio a Monti? Il professore gliel’avrebbe stravolta, Casini ne avrebbe cancellato un pezzo, Fini scarabocchiato un altro.

No, il coraggio e la lungimiranza non sono di chi si agitano per un posto al sole. Sono di chi, invece, non intende negoziare la propria immagine del Paese. Elloso, c’è forse troppa enfasi. Ma quella di Renzi è una lezione fin qui unica per la politica italiana. Ha riposto la foto nel cassetto, ma non l’ha rinnegata. Verrà il tempo, molto presto, in cui potrà tirarla fuori. Del resto, non occorre essere un rabdomante della politica per comprendere che la prossima legislatura non avrà poi tanta acqua. E non solo perché siamo di fatto di fronte a una campagna elettorale dall’esito scontato. Ma perché la grande coalizione che ci governerà tra un paio di mesi avrà il fiato corto. E, come scritto oggi da Verderami sul Corriere, anche l’alleanza Casini-Monti è molto più friabile di quel che si possa pensare.

Verrà il giorno in cui il sindaco di Firenze potrà tornare sulla scena. A quel punto sì, dovrà strappare. Senza voltarsi mai indietro. Annusato il momento giusto, dovrà sferrare l’attacco decisivo e risolutore. D’incanto ritroverà quel 40% e scoprirà che nel frattempo tante resistenze si saranno attenuate. Ed essere Matteo Renzi potrebbe diventare di tendenza. 

25 Gennaio 2013

Festaccia post primarie – Francesca back home

In Regione

Il 7 gennaio 2013, dalle ore 21.00, presso il salone polivalente ex Venchi Unica, via De Sanctis 12, Torino, terzo piano, si festeggia lo straordinario risultato di Francesca Bonomo, terza alle primarie per i parlamentari del Partito Democratico in Provincia di Torino.

Francesca, 28 anni, presidente di ALTrE PROSPETTIVE è la dimostrazione che la politica e il PD non sono luoghi chiusi e inaccessibili, ma che bastano coraggio, competenze e lavoro di squadra per ambire alle mete più prestigiose!

Vi aspettiamo alla Venchi!

7 Gennaio 2013

Adesso, è il momento!

Cosa Penso

L’Italia sta attraversando una drammatica crisi economica e i partiti appaiono in difficoltà nel guidare questo periodo. La transizione verso un nuovo governo è stata condotta con saggezza dal Presidente Napolitano, che ha favorito la nascita di un governo tecnico, sostenuto da un’ampia e trasversale maggioranza parlamentare. Il Governo Monti è stato capace di scelte coraggiose e impopolari, quelle scelte che la politica avrebbe dovuto compiere, ma che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Monti ha saputo ridare credibilità all’Italia nello scenario europeo ed internazionale ed è riuscito ad evitare azioni speculative sui titoli del debito pubblico. Oggi, più che mai, l’Italia deve avere un governo credibile all’estero ed efficace nell’azione di risanamento della finanza pubblica. Ecco perché crediamo che la cosiddetta “Agenda Monti” sia fondamentale anche nella prossima legislatura; qualsiasi coalizione non potrà allontanarsi dal cammino di rigore intrapreso.

Un programma, beninteso, da realizzare con un governo politico e da integrare con politiche tese allo sviluppo, agli investimenti, all’equità sociale e alla redistribuzione. In questo contesto il Partito Democratico si presenterà alle prossime elezioni in coalizione con SEL e individuerà il leader di questa coalizione attraverso primarie aperte. Temiamo sarà difficile mettere insieme il PD, che ha sostenuto in modo decisivo l’azione del Governo Monti, con SEL, che ne è stato uno dei più severi oppositori. Nel ventennio passato il centrosinistra è riuscito per due volte a prevalere in elezioni politiche, nel 1996 e nel 2006, ma l’eterogeneità dell’alleanza ha determinato l’incapacità di reggere per un’intera legislatura.

Non ci convince poi l’idea, enunciata dal segretario Bersani, che compito del PD sia di “costruire il campo dei progressisti”, mentre sarebbe compito di altri, cioè dell’UDC, rappresentare l’area moderata, con l’intendimento che, dopo le elezioni, si governerà insieme. Questa volontà è la rinuncia alla strategia di Veltroni e Franceschini enunciata al Lingotto nel 2007, cioè di realizzare un partito – davvero democratico e non socialdemocratico – che avesse come mission quello di unire con vocazione maggioritaria tutti i riformisti italiani, sia di centro che di sinistra. Il disegno di Bersani porta invece a consegnare uno spazio politico immenso all’UDC e rischia di lasciare solo al terzo polo il compito di raccogliere i tanti elettori delusi dal tragico fallimento del centrodestra. Con questa scelta si torna insomma allo schema di alleanza DS-Margherita, ma stavolta sotto le insegne PD-UDC. In un PD siffatto facciamo fatica a riconoscerci.

Noi crediamo invece che il PD possa ancora diventare un partito capace di fare sintesi delle varie culture politiche (socialista, cattolica, ambientalista, liberale) e di rappresentare molti mondi sociali ed economici, non solo quelli propri della sinistra storica. Deve essere non solo il partito della giustizia e dei diritti, ma anche il partito della responsabilità e del merito, delle autonomie locali, dei corpi intermedi e delle famiglie. Un partito capace di dettare proposte anche per i giovani, che oggi non sono tutelati sul piano del diritto del lavoro, del sistema previdenziale e pagano i privilegi o la superficialità di chi li ha preceduti.

Per questo, crediamo che la proposta politica avanzata da Matteo Renzi sia oggi più coerente per costruire un progetto di governo credibile ed equilibrato. Un progetto capace anche di attrarre tante persone deluse, che in questi anni hanno affidato al terzo polo o al centrodestra le loro aspettative di un Paese migliore.

Crediamo inoltre sia fondamentale un rinnovamento della classe dirigente, non tanto nel senso generazionale, quanto per favorire un turn-over dei rappresentanti eletti nelle istituzioni. Non si tratta di sostituire un “vecchio” con un “giovane”, né tantomeno di sostituire un parlamentare cooptato con uno più giovane, anch’esso cooptato. Occorre invece (salvo eccezioni di vero merito) stabilire limiti al numero dei mandati e affidare la scelta degli eletti ai cittadini.

Per questo riteniamo sbagliata la posizione assunta dalla segreteria nazionale del PD di contrarietà allo strumento della preferenza. Non si capisce per quale motivo la scelta del candidato premier del centrosinistra debba essere fatta dai cittadini attraverso primarie e poi a quegli stessi cittadini debba essere precluso, in elezioni formali, di scegliere davvero il proprio parlamentare. Non vogliamo un partito che mandi in Parlamento i propri funzionari, dopo averli cooptati in segreteria nazionale e senza che questi si siano mai misurati con i problemi dell’amministrazione delle nostre città. Vogliamo invece un PD cherenda contendibili gli incarichi e che valorizzi gli amministratori locali, oggi ancora tra i pochi politici capaci di godere della fiducia dei cittadini. Soprattutto per queste ragioni sosterremo la candidatura di Matteo Renzi alle prossime primarie del centrosinistra, convinti che la sua proposta politica sia la più idonea a costruire un PD che si presenti rinnovato alle prossime elezioni, con la forza di vincerle.

 

Davide GARIGLIO Stefano LEPRI

Silvia FREGOLENT Roberto CAVAGLIÀ

Davide FAZZONE Salvatore IPPOLITO

Guido ALUNNO Domenica GENISIO

Marco MUZZARELLI Daniele VALLE

Valter MOLINO Giuseppe PEZZETTO

Claudio BIANCO Gianluca VALLERO

Giuseppe ANSINELLO Paolo BIAVATI

Elvio ROSTAGNO Claudio RESTAGNO

Giuseppe ACCATTINO Marco ADDONISIO

Giuseppe AGOSTINO Gilberto ANGELORO

Liziana AVERNA Basilio BARBIERI

Rosanna BARELLO Daniele BELTRAMELLI

Gabriele BOLLEI Antonio BONGERA

Matteo BONO Antonio BRIGLIO

Emanuele BUGNONE Sergio BUSSONE

Giorgio BUSSONE Salvatore CALÈ

Vincenzo CAMARDA Luciano CAMARDA

Valentina detta Giusy CAPUTO Umberto Maria CARACCIOLO

Domenico CARBOTTA Alberto e Ornella CASTELLARO

Giuseppe CAVALLARO Maria Grazia CAVALLO

Enrica CICCARELLI Mauro CIMINO

Maurizio CIULLA Massimo CORCIONE

Lorenzo D’AGOSTINO Vincenzo D’AGOSTINO

Margherita DE ANDREIS KELLER Luca DI BELLA

Raffaele DI GIACOMO Attilio DUGHERA

Piero D’URSO Franco FATTORI

Giorgio FERRARI Bruno FONTOLAN

Giovanna FRANCO Neva FRAU

Claudio GAGLIARDI Lucio GALASSO

Bartolo GIALLOMBARDO Claudio GIORGI

Sara GRIMALDI Michele GUGGINO

Vincenzo GURGONE Donato IERINO’

Antonino IPPOLITO Sonia LEONE

Luciano LEONE Giovanni MADONNA

Mattia MAGGIORA Alfredo MAIORINO

Giuseppe MANZONE Mirko MARONGIU

Celeste MARTINA Dennis MASERI

Michele MASTROGIACOMO Sabina MAURO

Alessandro MAZZA Maria MILIOTI

Antonio MOLLICA Agostino MONTOVERT

Alberto MORO Antonio MORTELLARO

Luca MORTELLARO Michele NASTRO

Alessandro NUCERA Sergio ORSO

Nicola PALMISANO Marco PERRY

Paolo PIVARO Stefania PISANO

Enrico POMERO Emiliano PONTARI

Nicola PRINCI Roberto QUATTROCOLO

Maria Antonietta RICCI Rinaldo ROCCATI

Andrea RONCA Andrea RONCAROLO

Giorgio ROSSO Giovanni SALERNO

Pier Giorgio SALOMONE Amalia SANTIANGELI

Pier Paolo SEVERINO Claudio SUSSOLANO

Federico TAGLIAFERRI Marco TITLI

Alina TODERICI Geanina TOMA

Andrea TOMASETTO Antonio TROMBETTA

10 Novembre 2012

Confronti sulle primarie – uno alla settimana leva il medico di torno

In Regione

Giovedì 15 novembre, ore 18.00, a Palazzo Nuovo nell’auletta dei rappresentanti al primo piano (l’acquario), faccio il renziano di turno in un confronto sulle primarie organizzato dall’associazione Altera per discutere del senso e del significato politico, sociale e culturale delle imminenti primarie del centro-sinistra. Saremo:

 

** Marco Grimaldi, consigliere comunale SEL, Comune di Torino, #Oppure Vendola

** Nicola Malanga, Presidente Senato degli Studenti, Università degli Studi di Torino

** Roberto Mastroianni, Presidente di Altera, Laboratorio Politico per la Sinistra

** Daniele Valle, Presidente Circoscrizione III, Comune di Torino, Matteo Renzi 2012

 

 

E poi giovedì 22 novembre, ore 21.00, presso la Parrocchia di Gesù Redentore in piazza Giovanni XXIII 26, a Torino, un nuovo confronto sui programmi dei principali candidati alle primarie del 25 novembre. Si confronta con me, nei panni della bersaniana, Caterina Romeo, consigliera provinciale.

10 Novembre 2012

BUONGIORNO 14/09/2012 (Di M. Gramellini) – Ma come osa?

Cosa Penso

Il Renzi che chiede il voto a chi finora lo dava a Berlusconi è una anomalia o, se preferite, una primizia. In Italia cambiano più spesso partito i politici degli elettori. I quali piuttosto smettono di andare a votare, ma difficilmente sono disposti a saltare il fossato che divide la destra dalla sinistra. Conosco inglesi che hanno scelto prima la Thatcher e poi Blair, francesi passati dal socialismo a Sarkozy (e ritorno), case di americani in cui le biografie di Reagan e Clinton campeggiano affiancate.

Invece in Italia la politica viene vissuta alla stregua dell’altro gioco dei maschi, il calcio. Piuttosto si diserta lo stadio, ma non ci si trasferirà mai nella curva degli avversari: al massimo in tribuna con un biglietto omaggio.

I politici hanno fomentato questa propensione. Il Pd ha descritto i fan di Berlusconi come trucidi e Berlusconi i fan del Pd addirittura come «coglioni». Uno scontro antropologico, favorito dal sistema maggioritario che ti spinge a votare non chi ti convince di più, ma chi ti fa meno paura. Così i due schieramenti hanno fatto a turno il pieno dei propri fedeli, ma non sono mai riusciti a governare in nome e per conto del Paese intero. Non credo che a questo giro Renzi ce la farà: i suoi compagni di partito, e persino il segretario del Pdl, hanno già cominciato a dire che quando uno di sinistra corteggia la destra significa che è di destra pure lui. Il clima da guerra civile ideologica che ha contraddistinto l’ultimo ventennio ha lasciato troppe ferite da lenire e troppi conti da regolare. Ma arriverà il giorno in cui anche in Italia le elezioni non saranno più un derby né un’ordalia, ma una scelta fra due modi diversi di fare le stesse cose.

10 Novembre 2012
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