Daniele Valle
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VERSO UNA SOLUZIONE AL RIALZO

Cosa Penso

Qualche considerazione sul dibattito sulle Unioni Civili.

1) E’ bene ricordare che il pdl Cirinnà è la proposta del PD sulle Unioni Civili, elaborata da una senatrice iscritta, eletta e appartenente al gruppo del PD, approvata dalla direzione del PD, condivisa dai gruppi parlamentari del PD, votata dai gruppi del PD, sostenuta dal segretario del PD e dal Presidente del Consiglio (questi ultimi, una volta tanto, coincidenti). Dove PD è il Partito Democratico. Questo a beneficio di tutti quelli che continuano a fingere di condurre una grande battaglia contro il PD o contro Renzi (che, come noto, fa figo e non impegna).

2) Tanto ci crediamo, che portiamo avanti questa battaglia con la contrarietà dei nostri alleati di governo e con il sostegno dei progressisti di tutti gli schieramenti.

3) Qualcuno nel PD non condivide una parte della proposta. Fosse la prima volta che capita nel nostro Partito… Verrà approvata lo stesso, Renzi l’ha annunciato e quindi procederà come un treno anche in questo caso. E’ però curioso che chi ha rivendicato il diritto al dissenso su scelte altrettanto cruciali, fino a non votar la fiducia al Governo, oggi richiami alla Caserma e attacchi il dissenso su base personale, degradando il livello del dibattito.

4) Il tema controverso della stepchild adoption, istituto largamente diffuso laddove si è legiferato sul tema, finisce per intersecarsi con la questione dell’utero in affitto, su cui questa legge NON interviene. Tale pratica resta vietata in Italia ancorché consentita in – pochi – stati stranieri. Credo che, se al posto di dibattere sulla stepchild – che infatti la legge Cirinnà già prevede e che riguarda una casistica ben più ampia di quella relativa all’utero in affitto praticato all’estero – ci occupassimo di introdurre sanzioni contro l’utero in affitto praticato all’estero, potremmo aver trovato la buona direzione per un risultato legislativo al rialzo. Non è un caso che questa posizione trovi disponibilità anche da parte di significative personalità politiche laiche, da Orfini (ieri su Repubblica) a Bersani, fino al movimento di Se non ora quando.

In ogni caso, visto che anche questa legge a strappi e strattoni, arriverà alla fine, un altro bravo! a Renzi e al PD.

 

Daniele Valle

26 Gennaio 2016

BANDO PROGETTI CULTURALI ALPINI

Appuntamenti
La Compagnia di San Paolo promuove il Bando per progetti culturali nei territori alpini con l’obiettivo selezionare iniziative capaci di potenziare in Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria le ricadute e gli obiettivi culturali che il Festival Torino e le Alpi si prefigge di raggiungere.

Nell’ambito del Programma Torino e le Alpi, la Compagnia di San Paolo promuove dal 15 al 17 luglio 2016 la terza edizione del Festival “Torino e le Alpi”. La manifestazione si svolge a Torino e nei territori montani e propone ad un ampio pubblico iniziative culturali che dimostrino le potenzialità innovative e creative dell’ambiente alpino nel suo duplice profilo di contesto ispiratore e luogo di produzione culturale.

Per comporre l’offerta culturale nelle terre alte, la Compagnia di San Paolo promuove il Bando per progetti culturali nei territori alpini con l’obiettivo selezionare iniziative capaci di potenziare in Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, le ricadute e gli obiettivi culturali che il Festival si prefigge di raggiungere, nonché di mostrare la capacità della montagna di essere pienamente contemporanea, stimolare nuova creatività e diventare oggetto di espressioni artistiche.

Sono ammessi al bando progetti che siano diretta espressione della creatività contemporanea nei suoi diversi linguaggi (arti visive, cinematografiche, performing arts, nuovi media, …) e che propongano la montagna sia come soggetto ispiratore di nuova creatività sia come testimone della cultura contemporanea.

Le proposte progettuali devono svolgersi obbligatoriamente in zona di montagna di Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria così come prevista nella definizione Istat (non inferiore a 600 metri nell’Italia settentrionale).  Altresì devono obbligatoriamente svolgersi a partire dall’estate 2016 e avere almeno un momento di specifica visibilità e/o realizzazione nei giorni del Festival culturale “Torino e le Alpi” previsto dal 15 al 17 luglio 2016. È infatti previsto che esse siano inserite nella specifica programmazione e comunicazione del Festival 2016 per quel che riguarda la sezione degli eventi proposti sul territorio.

Sono ammessi alla partecipazione del bando enti pubblici, enti religiosi e enti senza fini di lucro di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Verranno considerati elementi preferenziali nella valutazione dell’ente la presenza per almeno il 60% di giovani tra i 18 e i 35 anni compiuti negli organi direttivi e nella gestione dell’ente e dei progetti promossi.

E’ possibile candidarsi al bando fino al 29 gennaio 2016  accedendo alla sezione “Contributi”

Per ulteriori informazioni sulla candidatura, sui criteri di  ammissione e di selezione è possibile scrivere una mail a torinoelealpi@compagniadisanpaolo.it

(Consulta l’articolo originale QUI)

 

21 Gennaio 2016

L’1% della popolazione più ricco del mondo

Cosa Penso

La denuncia di Oxfam: 62 «Paperoni» possiedono la stessa ricchezza di metà della popolazione più povera, mentre solo 6 anni fa erano 388

18/01/2016

GIUSEPPE BOTTERO via La Stampa TORINO

Una corsa senza freni, che rischia di rendere il mondo sempre più sbilanciato. Le disuguaglianze galoppano, e nel 2016 raggiungeranno un livello record. Secondo una fotografia scattata da Oxfam International alla vigilia del World Economic Forum di Davos, aggiornata alla fine dello scorso anno, i 62 super-miliardari più ricchi del mondo hanno un patrimonio che equivale a quello della metà più povera della popolazione globale. E la forbice sta continuando ad allargarsi: solo sei anni fa i «paperoni» erano 388. Traduzione: l’1% della popolazione – un club dominato da Bill Gates, Carlos Slim, Warren Buffett, Amancio Ortega e Larry Ellison – è più ricco del resto del mondo.

 

DONNE SVANTAGGIATE

A partire dal 2010, dice lo studio della charity, 3,6 miliardi di persone hanno visto la propria quota di ricchezza ridursi di circa 1.000 miliardi di dollari: un crollo del 41%, nonostante l’incremento demografico faccia segnare 400 milioni di nuovi nati nello stesso periodo. I 62 super-ricchi invece si sono messi in tasca oltre 500 miliardi di dollari, arrivando così ad un totale di 1.760 miliardi, in un contesto – denuncia Oxfam – che continua a lasciare le donne in condizione di grave svantaggio. Il rapporto spiega che il reddito medio annuo del 10% più povero della popolazione mondiale è cresciuto di meno di 3 dollari all’anno nell’arco di quasi un quarto di secolo, ovvero meno di un centesimo al giorno. «Nonostante i leader mondiali abbiano dichiarato in più occasioni la necessità di contrastare la disuguaglianza, il divario tra i più ricchi e il resto del mondo è drammaticamente cresciuto negli ultimi 12 mesi. Le previsioni di Oxfam, secondo cui l’1% della popolazione mondiale avrebbe posseduto più del restante 99% entro il 2016, si sono confermate con un anno di anticipo», attacca l’associazione.

 

I DATI SUL NOSTRO PAESE

L’Italia non è da meno: i dati del 2015 mostrano che l’1% più abbiente degli italiani detiene il 23,4% della ricchezza nazionale netta, una quota che in valori assoluti è pari a 39 volte la ricchezza del 20% più povero dei nostri connazionali. Nel corso degli ultimi 15 anni oltre metà della ricchezza è finita ad ingrossare i patrimoni del 10% più possidente.

L’AFFONDO DELLA ONG

Winnie Byanyima, direttrice di Oxfam International, chiede ai governi di agire, mette nel mirino i paradisi fiscali. «Sono quei luoghi nei quali multinazionali ed élites economiche si rifugiano evitando di contribuire, con la giusta quota di tasse, al finanziamento di servizi pubblici gratuiti e di qualità a tutti i cittadini – dice -. Oggi 188 delle 201 più grandi multinazionali sono presenti in almeno un paradiso fiscale, alimentando una disuguaglianza economica estrema che ostacola la lotta alla povertà».

 

LA CORSA DEI PARADISI FISCALI

A livello globale, infatti, gli investimenti offshore dal 2000 al 2014 sono quadruplicati, e si calcola che 7.600 miliardi di dollari (una somma equivalente ai tre quarti della ricchezza netta delle famiglie italiane nel 2015) sia depositato nei paradisi fiscali. Se sul reddito generato da questa ricchezza venissero pagate le tasse, stimano gli economisti, i governi avrebbero a disposizione 190 miliardi di dollari in più ogni anno. Oxfam denuncia un’altra stortura: il 30% della ricchezza dell’intero continente africano è depositato su conti offshore, e brucia 14 miliardi l’anno di entrate fiscali. Una somma, calcola l’ong, che potrebbe assicurare servizi sanitari in grado di salvare 4 milioni di bambini ogni anno e pagare un numero di insegnanti sufficiente a consentire di andare a scuola a tutti i bambini africani

 

ECCO CHI SONO I 62 PAPERONI

#1Bill Gates

#2Carlos Slim

#3Warren Buffett

#4Amancio Ortega

#5Larry Ellison

#6Charles Koch

#6David Koch

#8Christy Walton

#9Jim Walton

#10Liliane Bettencourt

#11Alice Walton

#12S. Robson Walton

#13Bernard Arnault

#14Michael Bloomberg

#15Jeff Bezos

#16Mark Zuckerberg

#17Li Ka-shing

#18Sheldon Adelson

#19Larry Page

#20Sergey Brin

#21Georg Schaeffler

#22Forrest Mars

#22Jacqueline Mars

#22John Mars

#25David Thomson

#26Jorge Paulo Lemann

#27Lee Shau Kee

#28Stefan Persson

#29George Soros

#29Wang Jianlin

#31Carl Icahn

#32Maria Franca Fissolo

#33Jack Ma

#34Prince Alwaleed Bin Talal Alsaud

#35Steve Ballmer

#35Phil Knight

#37Beate Heister & Karl Albrecht

#38Li Hejun

#39Mukesh Ambani

#40Leonardo Del Vecchio

#41Len Blavatnik

#41Tadashi Yanai

#43Charles Ergen

#44Dilip Shanghvi

#45Laurene Powell Jobs

#46Dieter Schwarz

#47Michael Dell

#48Azim Premji

#49Theo Albrecht

#50Michael Otto

#51Paul Allen

#52Joseph Safra

#53Anne Cox Chambers

#54Susanne Klatten

#55Pallonji Mistry

#56Ma Huateng

#57Patrick Drahi

#58Thomas & Raymond Kwok

#59Stefan Quandt

#60Ray Dalio

#60Vladimir Potanin

#62Serge Dassault

(QUI l’articolo integrale)

19 Gennaio 2016

Cannabis legale, se non ora quando?

Appuntamenti

Secondo le stime, gli italiani consumano ogni anno circa 3 milioni di chili di cannabis. Il dibattito “legalizzazione si, legalizzazione no” va avanti da anni senza portare mai a risultati concreti. Nel 2015 qualcosa si è mosso con una proposta di legge per la cannabis libera arrivata alla Camera, pronta a colmare un vuoto legislativo che dura da ormai due anni. Quindi il 2016 potrebbe davvero essere l’anno della legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo?

(QUI L’ARTICOLO INTEGRALE dell’International Business Times Italia, del 13/01/2016)

Ne parliamo VENERDì 15 GENNAIO, alle 18.30, al Circolo Arci “La Soce” di Ciriè, con:

  • l’On. Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale (tra i promotori della proposta di legge alla Camera)
  • il Dott. Andrea Padalino, magistratura di Torino
  • Bruno Mellano, Garante dei detenuti della Regione Piemonte
  • Luca Capasso, Assessore del Comune di Ciriè

cannabis cirie

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14 Gennaio 2016

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