Daniele Valle
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CONTRO IL TAGLIO COMUNALE ALLE SCUOLE PARITARIE

Cosa Penso

COMUNICATO STAMPA

Torino 29/11/2017

L’Assessore al Bilancio del Comune di Torino, Rolando, ha confermato per il 2018 un taglio di 500 mila euro sui fondi previsti per le scuole paritarie. Questa dotazione, che per le casse del Comune corrisponde ad una cifra molto piccola, è invece importantissima per le scuole che si trovano oggi a fare i conti con ritardi nei pagamenti e con una riduzione dei fondi. Una situazione del genere si ripercuote da un lato sul personale coinvolto che non viene pagato a causa dei ritardi e dall’altro sul potenziale di accoglienza delle scuole paritarie, che ad oggi risultano coprire ben un 1/3 del fabbisogno delle famiglie torinesi, nella maggioranza dei casi riferito a bambini esclusi dalle altre strutture.

“E’ profondamente ingiusto giocare in questo modo sulla pelle dei bambini ed è paradossale che questa amministrazione decida di recuperare risorse tagliando proprio servizi essenziali come questo. Peraltro come Regione Piemonte nell’ultimo assestamento di bilancio abbiamo inserito 2 milioni in più di fondi per le scuole paritarie!”, dichiara Daniele Valle, Consigliere regionale del PD.

“Sono quindi al fianco delle scuole paritarie e dei genitori che hanno tenuto un girotondo di protesta di fronte al Comune alcuni giorni fa, per chiedere alcune cose sacrosante: ripristino dei fondi destinati alle paritarie,aumento del fondo riservato all’handicap e rispetto dei tempi e dei termini di pagamento relativi al 2016 e 2017. Non possiamo rischiare che un numero crescente di bambini resti a casa, con un danno enorme per le famiglie e per il sistema di istruzione. Si intervenga quanto prima”, conclude Valle.

29 Novembre 2017

LA TORINO DEI SUPERMERCATI A 5 STELLE

Cosa Penso

La pagina ufficiale del sito di Beppe Grillo, capo del Movimento 5 Stelle, dedicata alla Lista Movimento 5 Stelle di Torino contiene, fra le molte informazioni, anche i riferimenti per unirsi al gruppo di lavoro sul Commercio, così descritto:

“Nonostante la normativa relativa al lavoro e al commercio sia in larga parte di competenza nazionale, sono stati proposti ambiti di intervento e soluzioni che potessero essere attuati a livello comunale.
Obiettivi: 
– riavvicinare i cittadini alle piccole attività commerciali locali 
– sostegno al piccolo commercio e all’artigianato locale 
– contrasto all’apertura di nuovi centri commerciali 
– maggiore legalità e trasparenza.”

Chi ricorda la campagna elettorale di Chiara Appendino per la carica di Sindaco di Torino potrà certamente confermare che uno dei suoi cavalli di battaglia è stata proprio una lotta senza quartiere ai centri commerciali, ai supermercati e a tutte le grandi attività commerciali, a suo avviso ree di soffocare il piccolo commercio. Il tutto di contrasto all’immagine di una giunta Fassino amica delle grandi compagnie internazionali e intenta a colonizzare Torino con enormi mostri di cemento.

La posizione del Movimento e della Sindaca è quindi stata fin da subito, come annunciato dal suo stesso nome, molto CHIARA: NO NO NO E POI ANCORA NO A QUALSIASI SUPERMERCATO O GRANDE CENTRO COMMERCIALE.

E’ proprio in ragione di questa posizione così palese e senza mezzi termini che appare veramente incomprensibile e a tratti imbarazzante la giravolta su centri commerciali e supermercati che la Sindaca e la sua amministrazione hanno intrapreso molto in fretta, una volta entrati a Palazzo Civico. Ecco qualche tappa di questo avvincente percorso di conversione politica:

01/12/2016 : APPENDINO CHIUDE IL BILANCIO E DICE Sì AL CENTRO COMMERCIALE IN CENTRO 

“La prima cittadina ha annunciato che il centro commerciale a ridosso del centro città si farà. Il progetto sull’area ex Westinghouse, in corso Vittorio Emanuele, al quale i Cinquestelle si sono detti da sempre contrari, verrà portato avanti contrariamente a quanto annunciato in campagna elettorale, poiché permetterà di incassare 19 milioni e 600 mila euro” (su Westinghouse QUI trovate la mia ricostruzione che racconta la genesi di tutta la vicenda e QUI qualche aggiornamento sui successivi, inquietanti, sviluppi circa avvisi di garanzia e dintorni)

07/04/2017 : IPERMERCATI, NUOVA RETROMARCIA DELLA GIUNTA APPENDINO: ESSELUNGA TRIPLICA

“Nell’elenco delle operazioni immobiliari inserite nel bilancio dal vicesindaco Guido Montanari, tra i quattordici super e ipermercati messi in cantiere spicca — totalmente inedito — un nuovo punto vendita Esselunga in corso Bramante; spalla a spalla, insomma, con il Carrefour che si affaccia su corso Turati, con cui la convivenza si preannuncia problematica.”

10/04/2017 : “BASTA CENTRI COMMERCIALI, ORMAI IL MERCATO È SATURO” I PICCOLI ESERCENTI CONTRO I COMUNI: “VOI FATE CASSA, NOI SOFFRIAMO”

“Non è la prima volta che Confesercenti chiede il blocco dei nuovi insediamenti della Gdo ma è chiaro che l’affondo di Banchieri è legato soprattutto alle scelte della giunta Appendino che ha, per la prima volta dal 2012, deciso di utilizzare massicciamente ricorso ai proventi dei permessi per costruire per coprire la spesa ordinaria.”

25/11/2017 : APPENDINO BATTE FASSINO: GIÀ AUTORIZZATI MEGASTORE PER PIÙ METRI QUADRATI

“L’ultimo megastore della giunta Appendino è stato approvato martedì. Un ipermercato nel quartiere Pozzo Strada, in via Monte Ortigara: 2.500 metri quadrati di scaffali e banchi, casse e carrelli. È il terzo autorizzato in due settimane. Lo scorso lunedì era toccato al Famila di via Baltimora, quartiere Santa Rita. La settimana prima al Lidl di via Bologna, in Barriera di Milano.”

A prescindere dai posizionamenti politici di ognuno, è palese che ci sia stata in Chiara Appendino e nella sua giunta, una massiccia conversione a favore dei centri commerciali e su questo cambio di rotta la sindaca si guarda bene dal rilasciare qualsiasi dichiarazione.

Io ho ritenuto opportuno presentarvi i fatti in maniera ordinata e precisa possibile, ora lascio a voi la riflessione, nella speranza che il giudizio sul suo mandato tenga conto anche e soprattutto di questi dati politici e non solo dell’immagine trendy della sindaca giovane e ingenua a cui spesso siamo sottoposti.

Prendere sul serio l’amministrazione 5 stelle è doveroso nei loro confronti, in quanto politici come tutti gli altri, tanto quanto nei nostri confronti, in quanto cittadini consapevoli e attenti e non opinionisti da salotto.

 

28 Novembre 2017

BANDO CORSI DI RIANIMAZIONE E UTILIZZO DEFIBRILLATORI

In Regione

Determina dirigenziale  15 novembre 2017, n. 721

Bando per la partecipazione alla procedura di accreditamento dei Centri di formazione abilitati allo svolgimento dei “Corsi di rianimazione cardiopolmonare adulto e pediatrico e utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno” e abilitati al rilascio dell’ autorizzazione all’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici esterni (AED) in ambiente extra ospedaliero

Possono presentare domanda di accreditamento i seguenti i soggetti:

  • Strutture del SSR,
  • Università
  • Ordini professionali sanitari
  • Organizzazioni medico scientifiche di rilevanza nazionale
  • Croce rossa italiana
  • Associazioni di volontariato nazionali e regionali operanti in ambito sanitario
  • Enti pubblici che hanno come fine istituzionale la sicurezza del cittadino
  • Altri soggetti pubblici e privati operanti in ambito sanitario nel cui atto costitutivo o atto istitutivo o statuto siano espressamente previste finalità formative

La procedura di richiesta di Accreditamento si articola nelle seguenti fasi: il richiedente si collega al Portale della formazione, già operativo, della Regione Piemonte (www.ecmpiemonte.it) nella sezione FORMAZIONE AED al link ACCREDITAMENTO ENTE FORMATORE e compila la richiesta on- line; il richiedente invia la domanda generata dalla registrazione on-line, , a mezzo PEC al seguente indirizzo:

sanita@cert.regione.piemonte.it

La compilazione on-line e l’invio della documentazione dovranno avvenire entro e non oltre il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione del presente avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte. Qualora detto giorno sia festivo, il termine è prorogato al primo giorno successivo non festivo, quindi al 27/12/2017.

http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2017/47/siste/00000043.htm

27 Novembre 2017

NON LASCIAMO SOLI I LAVORATORI DELLA CABI SRL

In Regione

L’azienda Cabi SRL è attiva sul territorio canavese dal 1963 e ne rappresenta quindi una delle realtà più storiche e radicate; conta circa 120 dipendenti e, nella sede di Vauda Canavese (TO), lavorano attualmente 91 persone fra operai ed impiegati, tutti con contratti a tempo indeterminato (CCNL metalmeccanici industria). In data 13 novembre 2017 è stato annunciato l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo per 35 risorse in esubero, di cui hanno parlato i principali giornali locali.

Ho seguito questa vicenda, su stimolo e in stretta collaborazione con il Segretario del Circolo PD della Valmalone Fabio Trocino e l’Onorevole Francesca Bonomo, ed ho presentato tempestivamente un question time rivolto all’assessore al lavoro Gianna Pentenero per conoscere cosa la Giunta regionale avesse intenzione di fare a tutela dei lavoratori.

Nel Consiglio Regionale di oggi, martedì 21 novembre, ho ricevuto una prima risposta al mio question time da parte dell’Assessore.

“L’azienda ha aperto, in data 2 novembre 2017, una procedura di licenziamento collettivo, ai sensi dell’art. 24, comma 1, della legge 223/91. pervenutaci in data 10 novembre, per attuare una riduzione di personale complessiva pari a 35 dipendenti. All’attualità, quindi, risulta avviata la fase sindacale del confronto che spetta, per legge, alle parti (azienda e organizzazioni sindacali), cui seguirà il confronto in sede regionale.

All’attualità nessuna delle parti ha richiesto l’intervento dell’istituzione.

L’assessorato segue con attenzione la vicenda ed è disponibile ad intervenire ed a mettere a disposizione dei lavoratori ogni utile intervento al fine di scongiurare i licenziamenti, per salvaguardare sia i livelli occupazionali sia l’azienda“.

La posizione dell’assessorato è quindi cauta ma possibilista, come ha riferito l’Assessore rispondendo in aula “ci sono stati contatti informali con le parti, come sempre accade in fase sindacale; siamo pronti a dei passi formali quando si arriverà alla fine del percorso per valutare altri strumenti alternativi al licenziamento“.

Ovviamente noi ci auguriamo che la trattativa azienda-sindacati possa portare buoni frutti, ma nel caso in cui ciò non avvenisse sarò presente, insieme al Partito Democratico locale e alla deputata Francesca Bonomo, per chiedere a gran voce il dispiegamento di tutti gli strumenti utili a salvare i lavoratori.

21 Novembre 2017

Rimozione delle slot: la vicenda in pillole – AGGIORNAMENTO

In Regione

Con la legge 9/2016 “Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico” la Regione Piemonte si è dotata di diversi strumenti per combattere la piaga del gioco d’azzardo e le sue devastanti conseguenze sociali e sanitarie. Strumenti sanitari e di rete, dispositivi per gli amministratori locali per intervenire sugli orari, distanze da rispettare, interventi di formazione e promozione.

In particolare, lunedì 20 novembre è scaduto il termine di 18 mesi che era stato concesso ai gestori di bar e tabaccherie per rimuovere le macchinette, qualora si trovassero a “ad una distanza, misurata in base al percorso pedonale più breve, non inferiore a trecento metri per i comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti e non inferiore a cinquecento metri per i comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti da:

  • a) istituti scolastici di ogni ordine e grado;
  • b) centri di formazione per giovani e adulti;
  • c) luoghi di culto;
  • d) impianti sportivi;
  • e) ospedali, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario;
  • f) strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile ed oratori;
  • g) istituti di credito e sportelli bancomat;
  • h) esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati;
  • i) movicentro e stazioni ferroviarie”.

Ai gestori di sale gioco e scommesse è stato fissato un termine più lungo per adeguarsi: questo perché per loro si tratta di una attività esclusiva, rispetto alla quale non resta che spostarsi o chiudere. Un bar o un tabaccaio si presume abbiano la loro principale fonte di reddito nell’attività principale.

La legge è il frutto di un percorso di unificazione, fatto dal consiglio regionale tra il DDL 126 della Giunta Regionale, il PDL 112 a prima firma Vignale (centrodestra) e il PDL 158 dei comuni di Chivasso, Settimo, Caluso, Ivrea, tutti presentati nel 2015. Tutti i progetti di legge prevedevano distanze minime da rispettare dai luoghi sensibili e un tempo, inferiore rispetto al testo approvato, per adeguarsi.

Il testo finale è stato approvato dal consiglio all’unanimità.

A settembre si è invece finalmente stipulato un accordo Stato – Regioni – Anci che porta a una progressiva riduzione delle slot presenti sul territorio, stimata del 35%. Tuttavia l’accordo, proprio per la tenace presa di posizione delle regioni, ha fatto salve le normative più restrittive eventualmente previste dalle Regioni. La norma piemontese infatti dovrebbe portare alla chiusura del 70% dei punti giochi.

Detto tutto questo, dov’è il problema? Da dove nasce la querelle di questi giorni?

Il governo, nella persona del sottosegretario Baretta ha espresso preoccupazione per la riduzione del gettito fiscale, chiedendo una proroga all’entrata in vigore della norma (qui un’intervista con la sua posizione). Problema vero, sollevato male . La competenza in materia sanitaria delle Regioni è granitica, così come i costi, a carico delle Regioni stesse, della presa in carico delle persone che cadono in questa dipendenza. Non è un nuovo proibizionismo, ma la presa d’atto di una evidenza: in materia di gioco d’azzardo è l’offerta che genera la domanda e non viceversa. Inoltre, non è certo una proroga a risolvere eventuali problemi… la logica delle proroghe distrugge alla base la fiducia e l’affidamento nell’ordinamento giuridico da parte del cittadino.

Il presidente Chiamparino ha trasmesso formalmente le preoccupazioni del governo al Consiglio Regionale, dove tutti i gruppi, ancora all’unanimità, hanno ribadito contrarietà a ogni intervento dilatorio, prendendo anche atto che, dal punto di vista procedurale, non ci sarebbero mai stati i tempi necessari per modificare la legge.

Ci sono altre questioni che si pongono, serie, che si possono affrontare con calma: definire le norme tecniche per misurare le distanze, effettuare una mappatura efficace del territorio, come tutelare colui che rispetta le distanze e “subisce” l’arrivo di una nuova struttura sensibile nel raggio di tutela, come organizzare la dismissione degli apparecchi. A mio giudizio sono interventi amministrativi, tuttavia penso che il consiglio avrebbe la capacità e la responsabilità di farsi carico anche di eventuali correttivi legislativi. Nel rispetto degli obiettivi che ci siamo dati: combattere la piaga del gioco d’azzardo nella maniera più netta e chiara possibile.

Nel corso del Consiglio Regionale di martedì 21 novembre,  la maggioranza ha proposto un atto di indirizzo in cui ha ribadito la propria posizione di supporto alla Giunta nell’attuazione della legge, rivendicando con orgoglio una scelta che colloca il Piemonte all’avanguardia nella lotta a questa grave patologia. 

20 Novembre 2017

Arriva il fondo regionale di solidarietà per le donne vittime di violenza

In Regione

E’ attiva in Regione Piemonte, a partire da questa settimana, un’importantissima misura riguardante il contrasto alla violenza sulle donne: le vittime potranno ricevere patrocinio legale gratuito sia in ambito penale che in ambito civile. Qui tutte le informazioni.

Fondo di solidarietà per il patrocinio legale alle donne vittime di violenza e maltrattamenti

Determina dirigenziale 3 novembre 2017, n. 1073

La Regione Piemonte con la L.R. 4/2016 ha istituito un “Fondo di solidarietà per il patrocinio legale alle donne vittime di violenza e maltrattamenti” – Istruzioni per l’accesso al fondo.

Al Fondo possono accedere le donne vittime di violenza o maltrattamenti senza limite di età, che abbiamo le caratteristiche indicate nel bando. Le seguenti Istruzioni sono rivolte agli operatori e alle operatrici dei centri antiviolenza, degli enti pubblici, delle organizzazioni senza scopo di lucro, delle forze dell’ordine e di tutti i soggetti che operano nel settore della prevenzione, contrasto e assistenza alle donne vittime di violenza e maltrattamenti, agli avocati ed alle avvocate ed alla Magistratura inquirente e giudicante per la parte di loro competenza ed interesse. Il Fondo è utilizzato per coprire le spese di assistenza legale sia in ambito penale che in ambito civile.

Le donne che ritengono di poter accedere al Fondo devono:

  • recarsi presso gli Uffici del Consiglio degli Ordini degli Avvocati del proprio territorio;
  • scegliere il proprio avvocato/la propria avvocata patrocinante entro gli elenchi istituiti;
  • compilare il modello di richiesta di accesso al Fondo che l’ avvocato/a patrocinante trasferirà alla Regione, accompagnandolo con un parere dell’Ordine sull’ammissibilità. Il modello è di norma compilato dall’avvocato patrocinante.

Gli avvocati e le avvocate patrocinanti, scelti dalle donne vittime di violenza e maltrattamenti di cui all’articolo 2 del regolamento 3/R del 30 gennaio 2017, presentano domanda di accesso al Fondo sulla base di un modello e seguendo la procedura indicata dalla Regione Piemonte. I modelli e le procedure saranno disponibili sul sito della Regione Piemonte.

Per informazioni e dettagli prendere contatto con la struttura regionale di riferimento: Direzione Coesione sociale Settore Politiche per le famiglie, giovani e migranti, pari opportunità e diritti Via Magenta 12, 10128 Torino tel. 011.432 4197 / 5505 Fax: 011.4325647 Si prega di utilizzare per le domande di accesso e comunicazioni formali, esclusivamente il seguente indirizzo di posta elettronica certificata: patrocinio.legale@cert.regione.piemonte.it.

http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2017/45/siste/00000116.htm

 

17 Novembre 2017

UN EMENDAMENTO PER SALVARE LA FONDAZIONE DEL LIBRO

In Regione

Nelle ultime ore della seduta di Consiglio Regionale di ieri, mi sono occupato personalmente, insieme al Presidente Chiamparino, al capogruppo PD Davide Gariglio e all’Assessora Parigi, della questione Fondazione del Libro. Ma facciamo un passo indietro per comprendere quale fosse il quadro della situazione.

Nell’Assemblea dei soci della Fondazione del Libro tenutasi il 16 ottobre era emerso un serio problema di bilancio: la svalutazione del marchio del Salone del Libro, avvenuta in seguito alle vicissitudini dello scorso anno, avrebbe comportato un inevitabile passivo di bilancio, che in qualche modo andava affrontato. Come spiega bene Gabriele Ferraris nel suo editoriale di ieri (QUI l’articolo completo), dopo le prime voci allarmistiche sull’entità presunta di tale debito, le opzioni che si prospettavano per la Fondazione del Libro erano 3: “A un certo momento qualcuno si è reso conto che liquidare la Fondazione non sarebbe una passeggiata di salute: ci vorrebbe tempo, tanto tempo. Il liquidatore, una volta nominato, dovrà fare l’inventario dei beni e metterli in vendita, recuperare i crediti, pagare i debiti; e nel frattempo, fare il Salone 2018. Perché in tal caso sarebbe il liquidatore l’incaricato di fare il Salone. Anche l’ipotesi di non liquidare la Fondazione bensì svuotarla affidando ad altri l’organizzazione del Salone non sembra più tanto semplice. Si scatenerebbe una lotta di potere fra la Regione, che punterebbe sull’affidamento al suo Circolo dei Lettori, e il Comune, che vuole passare il Salone alla sua Fondazione Cultura. […] E nell’attesa che la guerra di potere finisca, il Salone molto probabilmente andrebbe a rotoli. Resta una terza possibilità: rilanciare la Fondazione pagando i debiti, varando un piano industriale e ricostituendo il fondo di dotazione. Si può fare? Fino a ieri dicevano di no. Ma le cose cambiano”.

Nella giornata di ieri la Regione Piemonte ha deciso infatti, innanzitutto per volontà del Presidente Chiamparino, di prendere in mano la situazione. Per noi la Fondazione del Libro non è un voce di costo da liquidare quando crea problemi e da recuperare quando vogliamo “intestarci” i meriti degli esiti del Salone del Libro… Abbiamo uno sguardo più ampio, in forza del quale abbiamo deciso di fare un intervento diretto e immediato che facesse chiarezza sulla situazione finanziaria e sul destino dell’ente, per garantire a questa importante realtà culturale torinese il futuro che merita. Da un’analisi incrociata dello stato dei conti della Fondazione e delle nostre disponibilità economiche regionali, è derivato, come riportato da Lo Spiffero (QUI l’articolo completo) il mio emendamento all’assestamento di bilancio che “consentirà […] di tenere in vita la Fondazione, attingendo dalle casse di piazza Castello le risorse necessarie a rimpinguare il fondo di dotazione ed evitando, così, la liquidazione. È quanto è stato concordato dal presidente della commissione Cultura Daniele Valle e l’assessore Antonella Parigi: un modo per garantire al governatore anche la necessaria copertura politica nel momento in cui dovrà confrontarsi con gli altri soci – a partire dalle banche – e con quei soggetti che potrebbero aiutarlo finanziariamente: dalla Camera di Commercio all’Unione industriale, passando per le fondazioni bancarie“.

Questa mattina, come riportato da Repubblica (QUI l’articolo completo), si è aggiunto un ulteriore ed importante partner per questa operazione, rappresentato da Banca Prossima: “Una nuova linea di credito annunciata con Banca Prossima, istituto nella galassia del gruppo Intesa San Paolo che sostiene il mondo no profit. La corsa contro il tempo per salvare la Fondazione per il Libro fa un passo avanti e può contare per il momento sul sostegno della banca con cui la Fondazione già opera. A questo si sommano i contributi della Camera di Commercio, che potrebbe mettere sul piatto 300-400mila euro e la disponibilità incassata dall’Unione industriale“.

L’impegno della giunta e del Partito Democratico in Consiglio Regionale per il salvataggio della Fondazione del Libro è stato chiaro e tempestivo, e sarà nostra cura continuare a mantenere tutta l’attenzione e la determinazione che servono per proteggere e rilanciare una delle pietre miliari del nostro panorama culturale piemontese.

ALTRI ARTICOLI SULLA QUESTIONE:

Editoriale Gabriele Ferraris: “La Regione: salviamo la Fondazione per il libro”

Lo Spiffero: “Libro, la Fondazione non chiude”

Nuova Società: “GARIGLIO E VALLE: “LA FONDAZIONE DEL LIBRO DEVE CONTINUARE A VIVERE”

9 Novembre 2017
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