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Cosa c’è dietro l’anno più caldo della storia

Cosa Penso

Cosa c’è dietro l’anno più caldo della storia

 

Il riscaldamento globale e un intenso fenomeno di El Nino, l’anomalo aumento periodico della temperatura superficiale del Pacifico meridionale
Di LUCA MERCALLI
27/12/2015 via LaStampa.it

Un tiepido Natale chiude un 2015 che conquista a livello globale il primo posto nella classifica degli anni più caldi della storia della meteorologia, ovvero dal 1850, inizio delle serie strumentali continue e confrontabili.

Lo comunica l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, aggiungendo che in Europa si tratta invece del secondo caso, appena inferiore al 2014, ma in Italia sarà probabilmente il primo, lo sapremo tra pochi giorni quando i dati definitivi saranno disponibili. E’ l’effetto della combinazione tra il riscaldamento globale che prosegue la sua lenta ma inesorabile avanzata e un intenso fenomeno di El Nino, l’anomalo aumento periodico della temperatura superficiale del Pacifico meridionale. Così quest’anno abbiamo avuto il superamento della soglia psicologica di un grado tondo al di sopra della media globale di riferimento, e se si pensa che la conferenza sul clima chiusasi a Parigi a inizio dicembre ha sancito in circa due gradi la crescita da non superare entro il 2100, si capisce quanto sia un obiettivo difficile da perseguire, visto che un grado l’abbiamo già «consumato».

Giardini fioriti a New York, con termometro a 21 gradi, sull’Artico ottocentomila chilometri quadrati di banchisa polare in meno rispetto alla media, Alpi senza innevamento, gerani e nasturzi ancora in fiore sui balconi delle città del Nord Italia, attanagliate però dallo smog accumulatosi in settimane di aria stagnante, un mal comune con l’atmosfera mefitica di Pechino. In un mondo dove il clima si modifica incalzato dalle emissioni del complesso energetico fossile gli eventi estremi, soprattutto quelli termici, si fanno via via più frequenti, la variabilità aumenta, alternando situazioni di segno opposto che mettono sotto stress l’agricoltura, il turismo, la produzione energetica, i trasporti. Alle piogge interminabili dell’estate italiana 2014 sono seguiti quest’anno i calori tropicali del luglio più caldo degli ultimi due secoli e poi una siccità su novembre-dicembre che seppure non ancora da record rientra nel novero di quelle più insistenti.

L’anticiclone subtropicale bloccato sull’Europa meridionale ha polverizzato molti primati di tepore invernale e stazionerà su di noi ancora fino a San Silvestro. Nei primi giorni del 2016 sembra perdere colpi e lasciare il passo a una colata d’aria fredda in arrivo dai Balcani, ma è troppo presto per i dettagli e soprattutto per individuare l’arrivo di eventuali attesissime precipitazioni nevose. Il fatto è che alla prima pioggia tutto tornerà come prima, queste giornate difficili verranno presto dimenticate fino alla prossima emergenza meteorologica. Bisognerebbe invece assumere questi avvertimenti come serio indirizzo di programmazione politica a lungo termine: c’è smog? A quando la diffusione incentivata delle auto elettriche e del telelavoro? Fa troppo caldo? A quando una visione di società libera dall’energia fossile, come Danimarca e Austria stanno perseguendo? Le alluvioni ci tormentano? E dov’è la manutenzione del territorio, lo stop alla cementificazione, la formazione popolare alla protezione civile? Il clima ti parla, ascoltalo.
28 Dicembre 2015
Appuntamenti

Auguri di un sereno Natale ed un felice 2016 a tutti!   [icon name=”tree” class=”” unprefixed_class=””]

28 Dicembre 2015

A FIANCO DEGLI STUDENTI dell’Ist. Steiner

In Regione

COMUNICATO STAMPA

Valle, Frediani, Grimaldi: garantire i diritti degli studenti dell’Istituto Albe Steiner 

Questa mattina gli studenti dell’Istituto Professionale Statale Albe Steiner hanno manifestato per le strade della città.

Una delegazione della Commissione Istruzione e Cultura del Consiglio Regionale ha incontrato i rappresentanti degli studenti della sede principale e delle succursali per ascoltare le ragioni della loro protesta. I Consiglieri Daniele Valle (PD, Presidente della Commissione), Francesca Frediani (M5S, Vicepresidente) e Marco Grimaldi(Capogruppo SEL) hanno subito proposto e fissato un incontro con la Responsabile della Città Metropolitana all’Istruzione, Domenica Genisio, per affrontare entro le vacanze natalizie le tante carenze infrastrutturali negli edifici dell’istituto.

Oltre all’inagibilità della palestra nella succursale di via Monginevro, che da inizio anno non consente di svolgere le ore di educazione fisica (se non quelle teoriche), oltre alle quattro classi inagibili nella sede e alle cinque nella succursale di Monginevro, gli studenti si sono lamentati dell’orario provvisorio che da inizio anno impedisce una migliore organizzazione dell’offerta formativa.

Il caso più eclatante riguarda le ore di religione: non essendo previsto l’insegnamento di alternativa alla religione, per mancanza di spazi e insegnanti, durante le ore di religione che non sono a inizio o fine mattinata tutti gli studenti si trovano obbligati a seguire l’insegnamento di religione e i docenti a svolgere lezioni alternative per non abusare del proprio ruolo.

I Consiglieri ritengono inoltre lesiva dei diritti degli studenti la circolare che impedisce loro di usufruire degli spazi comuni nei momenti di intervallo, costringendoli a rimanere nelle classi e ad accedere ai bagni e al bar a turni di tre.

“Rivolgiamo un appello alla Dirigente Scolastica – dichiarano i Consiglieri –  affinché riveda la circolare emessa e si unisca agli studenti nella richiesta di interventi che da subito possano riportare la normalità nell’istituto e garantire appieno il diritto allo studio. Da parte nostra faremo tutto il possibile perché questo avvenga, per quanto di nostra competenza”.

22 Dicembre 2015

FINANZIAMENTI REGIONALI PMI – Turismo

Appuntamenti

La Regione Piemonte ha predisposto un fondo di 2 milioni di euro destinato al finanziamento delle Piccole e Medie Imprese che avviano progetti con finalità di accoglienza turistica nei Comuni piemontesi attraversati dalle grandi direttrici ciclabili.

Il Bando si propone i seguenti obiettivi:

• incrementare l’offerta turistica dotandola di una maggiore visibilità e riconoscibilità;

• coinvolgere gli attori locali nella costruzione del prodotto turistico, promuovendo forme di integrazione intersettoriale;

• promuovere un prodotto turistico che comprenda, al suo interno, tutte le realtà culturali, ambientali e produttive di cui il territorio dispone;

• migliorare la qualità dei servizi per favorire gli insediamenti sul territorio e costruire una rete di operatori;

• dare una professionalità ed una continuità alle iniziative deboli del settore turistico culturale potenziandole attraverso progettazioni innovative;

• sostenere i progetti nati da individui o associazioni che intendono rinnovare il loro assetto sociale o avviare un’impresa, anche in forma cooperativa.

La scadenza è prevista per il 28 dicembre 2015, CLICCA QUI per visualizzare il bando e inviare la tua domanda sul sito della Regione Piemonte.

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15 Dicembre 2015

ALLARME CONSUMO DI SUOLO

Cosa Penso

ALLARME CONSUMO DI SUOLO

in Europa si perdono 11 ettari all’ora

08/12/2015 – da IL PUNTO COLDIRETTI

In Europa si perdono, ogni ora, undici ettari di terreno e l’Italia contribuisce per circa 1/5 a questo consumo, con la perdita irreversibile di 6-7 metri quadrati al secondo, il doppio rispetto alla media Ue. L’allarme viene dai dati Ispra diffusi in occasione della Giornata mondiale del suolo l’iniziativa delle Nazioni unite per celebrare questa indispensabile risorsa naturale, reso ancora più importante dalla concomitante celebrazione dell’Anno internazionale dei suoli.

Secondo l’analisi, il 33% dei suoli a livello mondiale è degradato e ci vogliono fino a 1.000 anni perché 2-3 centimetri di suolo possano riformarsi. Il territorio in tutto il mondo è’ dunque in pericolo, ma il suo deterioramento non è irreversibile.

I suoli sani sono essenziali per la produzione alimentare: il 95% del nostro cibo dipende dalla disponibilità di suolo fertile. Agricoltura e urbanizzazione competono per l’uso degli stessi suoli: tendenzialmente i terreni a più elevata potenzialità produttiva. Ad esempio, in un solo anno, oltre 100.000 persone hanno perso la possibilità di alimentarsi con prodotti di qualità italiani. Alle radici  del fenomeno c’è soprattutto l’urbanizzazione, insieme all’abbandono della terra.

L’urbanizzazione comporta un declino degli habitat naturali e seminaturali che, inoltre, risultano sempre più frammentati da zone costruite e infrastrutture di trasporto. Il 30% del territorio dell’Ue e altamente frammentato e questo influenza il collegamento e la salute degli ecosistemi, ma anche la capacita degli ecosistemi di fornire servizi e habitat adatti alle specie. La Fao stima che, con questo tasso di distruzione del suolo, ci rimangano solo 60 anni residui per disporre di sufficiente suolo fertile di buona qualità.

Per proteggere il territorio ed i cittadini che vi vivono, l’Italia deve dunque difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento dell’attività agricola che ha visto la chiusura in media di 60 aziende al giorno dall’inizio della crisi nel 2007, secondo un’analisi di Coldiretti. “La chiusura di un’azienda agricola – ricorda il presidente Roberto Moncalvo – significa maggiori rischi sulla qualità degli alimenti che si portano a tavola e minor presidio del territorio, lasciato all’incuria e alla cementificazione”.

http://www.ilpuntocoldiretti.it/attualita/Pagine/Allarmeconsumodisuolo,inEuropasiperdono11ettariallora.aspx

 

(Ne parliamo a Torino LUNEDI’ 14 DICEMBRE 2015 con: Giorgio FERRERO Ass. Agricoltura Piemonte, Fabrizio GALLIATI Pres. Coldiretti Torino, Flavia BIANCHI Legambiente Piemonte, Tommaso ABRATE Pres. Fedagri Piemonte.
Qui tutte le informazioni sull’evento.)

13 Dicembre 2015

Il populismo è nostalgia della politica

Cosa Penso

Giovanni Orsina per La Stampa

05/12/2015

Se vivessimo a qualche anno-luce di distanza dalla Terra e guardassimo al nostro pianeta con lo stesso spirito col quale un entomologo osserva un termitaio, potremmo ammetterlo perfino alla vigilia delle importanti elezioni regionali che si terranno domani in Francia: le democrazie contemporanee stanno attraversando una fase di mutamento di straordinario interesse.

Il problema però, com’è noto, è che queste trasformazioni oltre a essere interessanti sono pure alquanto pericolose; che riusciamo a comprenderle soltanto fino a un certo punto; che (soprattutto) non riusciamo a prevedere fin dove ci porteranno. E infine, per quel che riguarda specificamente noi italiani, che nel nostro Paese la democrazia ha cominciato a cambiare prima e sta cambiando ancora più in profondità che altrove.

Le trasformazioni delle democrazia contemporanee possono essere studiate da molti punti di vista. Non è un caso che la letteratura scientifica sul populismo negli ultimi anni sia venuta crescendo a dismisura, in un costante moltiplicarsi di definizioni e spiegazioni. Qui di tante prospettive ne sceglierò una soltanto – sapendo ovviamente che non può esaurire il problema, ma convinto pure che possa dare un contributo importante alla sua comprensione. La mia ipotesi, dunque, è la seguente: le opinioni pubbliche democratiche sono affette da una sorta di ritardo psicologico, a motivo del quale si pensano ancora nel ventesimo secolo e non smettono di chiedere alla politica soluzioni ambiziose come quelle, appunto, che hanno caratterizzato il Novecento. La politica per parte sua non trova il modo di contrastare questo ritardo – cerca anzi di sfruttarlo, e finisce per aggravarlo, ostinandosi a promettere grandi cose. Promesse che però, poiché il ventesimo secolo è davvero, radicalmente, finito, non è più in grado di mantenere.

Si apre così, e si viene via via dilatando, un immenso spazio di frustrazione, nel quale proliferano i germi più nocivi: la perdita del senso della realtà, che fa ritenere plausibili operazioni del tutto improponibili; la ricerca del capro espiatorio, che spinge a identificare un colpevole e a sperare che, eliminato e punito quello, tutto possa magicamente risolversi; il complottismo, che quel colpevole lo vede non soltanto inetto, ma consapevolmente e perfidamente intento al male; l’indignazione cosmica, perché se ci sono soluzioni semplici e a portata di mano, allora è un’indecenza che non le si attui subito; la sindrome del tanto peggio tanto meglio, perché siamo a tal punto delusi e furibondi che quelli che ci sono adesso non li vogliamo vedere mai più, accada quel che accada.

È in questo spazio di frustrazione che nascono e crescono i movimenti cosiddetti populisti. Che vengono talvolta detti anche antipolitici, ma nella nostra prospettiva in realtà antipolitici non lo sono affatto: al contrario, sono nostalgici di una politica potente che c’era e non c’è più, e promettono di ripristinarla. Sia chiaro: con questo non voglio affatto sostenere che quei partiti non diano a domande quanto mai reali risposte magari sgradevoli, pericolose o estreme, ma assai concrete – basti pensare al tema della sicurezza. Voglio però dire che quelle domande reali e quelle risposte concrete nuotano in un brodo psicologico e storico ben più vasto, variegato e complesso.

Perché siamo così riluttanti a uscire dal Novecento? Qui posso soltanto avanzare un’ipotesi: perché agli esseri umani non è mai andata così bene per così tanto tempo com’è accaduto in Occidente nella seconda metà del secolo scorso. Lo disse nel 1957, con una frase rimasta celebre, l’allora premier britannico Harold Macmillan: «Most of our people have never had it so good». Il sogno è stato così bello che, comprensibilmente, non abbiamo nessuna voglia di svegliarci. E mandiamo anzi con violenza a quel paese chiunque si azzardi a scuoterci dal nostro sonno. Ma – e questa seconda domanda è ancora più importante della precedente – riusciremo a svegliarci, prima o poi? Dalla risposta che troveremo dipenderanno i destini futuri dei movimenti populisti, e soprattutto quelli delle nostre democrazie.

http://www.lastampa.it/2015/12/05/cultura/opinioni/editoriali/il-populismo-nostalgia-della-politica-t2UnmUCQK3hiiE0QZEAWKP/pagina.html

 

11 Dicembre 2015

#savethedate CONSUMO DI SUOLO

Appuntamenti

“Comune per comune e variante urbanistica dopo variante, milioni di metri quadri di terreni vengono cementificati in aree commerciali, artigianali, residenziali, strade e aree di servizi, determinando la distruzione irreversibile del suolo agricolo, fondamentale risorsa ambientale e paesaggistica, oltre che pezzo del nostro patrimonio culturale e del futuro dei nostri figli.“

Come preservare il suolo?
Come garantire una sana gestione degli spazi che non pregiudichi gli equilibri geologici del nostro territorio?
Quali alternative alla cementificazione?
​locandina consumo suolo[icon name=”tree” class=”” unprefixed_class=””]
Di questo e molto altro potremo discutere insieme all’Assessore regionale all’Agricoltura GIORGIO FERRERO, che ci spiegherà quali sono i prossimi passi previsti dall’amministrazione regionale in materia.
Interverranno inoltre importanti rappresentanti di realtà associative del settore.
…quindi: #SAVETHEDATE, segna la data e PARTECIPA!
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3 Dicembre 2015

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